Padre Stefano Belotti, di Grumello del Monte. Dal Brasile

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Brasile, settembre 2014.

Carissimi fratelli e amici,
sono padre Stefano Belotti, missionario della Comunità Missionaria di Villaregia, originario di Grumello del Monte e prete da cinque anni. Vivo in Brasile da undici anni: i primi cinque anni di formazione e studio teologico gli ho vissuti a Belo Horizonte, capitale dello stato del Minas Gerais; successivamente, per quattro anni ho vissuto nella periferia di San Paolo, dove ho iniziato l’esercizio del ministero sacerdotale. Infine, dal gennaio del 2013, sono ritornato alla casa di formazione di Belo Horizonte.

LA “MANCIATA DI TERRA” D’ORIGINE

Fa parte della spiritualità missionaria condividere con la propria Chiesa locale d’origine il cammino di fede e le esperienze della vita, soprattutto per alimentare la comunione ed il legame d’affetto e di preghiera. Anche se è chiamato ad incontrare e ad amare altre realtà culturali, in fondo, un missionario porta sempre con sé, nel suo essere, una “manciata” della terra da cui è partito. Perciò, è sempre un piacere alimentare questo legame d’affetto e di riconoscenza con le proprie radici culturali e di fede. Forse, questo amore è una prerogativa per imparare ad entrare in punta di piedi e con il dovuto rispetto nella “terra straniera” alla quale si è inviati, perché diventi la propria casa, almeno fin quando non si è chiamati ad andare verso altri orizzonti.

Ecco: con questa motivazione vi scrivo alcune notizie riguardanti il “pezzettino” di Brasile che conosco e qualcosa dell’esperienza pastorale di questo tempo.

UN INVERNO PIENO DI EMOZIONI

Scrivo in pieno Settembre, che in Italia segna l’inizio delle attività, dopo il meritato riposo estivo; in Brasile, invece, ci dirigiamo verso la chiusura dell’anno lavorativo, anche se in realtà manca ancora qualche mese.
Qui abbiamo vissuto un inverno di emozioni (di vario tipo, come potrete immaginare!) con i Mondiali di calcio, ma questo evento, anche se recente, appartiene già al passato, mentre ora, il Brasile si sta preparando per le elezioni politiche che avverranno in ottobre. Il clima è effervescente: vari strati sociali e diverse generazioni contemporaneamente, lungo quest’ultimi due anni, hanno smosso un bel po’ le acque, con le manifestazioni di cui probabilmente avete avuto notizia. Personalmente mi è difficile definire chiaramente questo movimento della società brasiliana, perché è una realtà complessa e multiforme. Il Brasile è un vero e proprio continente da osservare con tutto il rispetto e con ogni attenzione, visto il numero e la complessità delle realtà culturali e sociali che sono racchiuse all’interno dei suoi confini. Nonostante viva qui da undici anni, sempre più mi rendo conto che conosco solo una piccola parte di questo grande Paese.
Mi sembra chiaro, però, che questa Nazione, dopo l’inizio di un certo sviluppo economico che si sta realizzando da alcuni anni, oggi ha bisogno di una grande riforma ed una ristrutturazione per affrontare alcune sfide sul piano sociale, economico, politico, dell’educazione, della sanità, dell’ambiente, ecc… Ci sono tante potenzialità, ed ora sembra che sia giunto il momento di sollecitare la riforma politica del Paese. Chiaro che non è facile, visto anche le influenze e gli interessi esterni che sorvolano la ricca terra della bandiera verde, gialla, azzurra e bianca.
Una necessità oggettiva, una speranza, un desiderio di un nuovo respiro: assieme formano un impulso verso nuovi orizzonti, ed anche la Chiesa Cattolica, attraverso la CNBB (la Conferenza Episcopale brasiliana), si trova, in collaborazione con altre realtà della società civile, a capo di questa spinta verso un vero rinnovamento politico e sociale. Personalmente faccio il tifo affinché il Brasile possa mettere in gioco tutta la sua creatività, definendo così una struttura costituzionale, politica e sociale innovativa e appropriata alla sua identità di Nazione composta da diversi volti, alcuni dei quali (come gli indios, gli afro discendenti …) non sono ancora sufficientemente rappresentati e valorizzati. Ricchezza e sfida della diversità …

QUI, BELO HORIZONTE

L’effervescenza e la complessità si assaporano anche in una città come Belo Horizonte, prendendo l’autobus o muovendosi anche solo nel quartiere dove viviamo, che è in continua evoluzione, o che, parlando per immagini, è una pentola che bolle. È un vero crocevia di vita e di vite … dinamico e imprevedibile, come una trottola.
È qui che sto svolgendo il mio servizio come sacerdote missionario dedicandomi alla formazione dei giovani missionari e missionarie, e alla vita pastorale della nostra parrocchia. Con le sue sfide, questa è un’esperienza arricchente che mi porta sempre ad incontrarmi dinnanzi al mistero del cuore dell’uomo, perciò dinnanzi alla gioia, alla vita, al dolore, alla sofferenza. Si tratta, per me, di una grande opportunità per ascoltare e conoscere la vita e la morte e tanti aspetti della sacra esistenza umana dove passa e abita Dio; per scegliere l’essenziale e ciò che è bello e buono; per scegliere la persona.

Durante i mesi di settembre e ottobre (rispettivamente il Mese della Bibbia ed il Mese missionario), in comunione con la Chiesa Brasiliana, stiamo vivendo un’iniziativa interessante. Si tratta dell’esperienza degli Incontri Biblici che avvengono in circa 30 case della nostra parrocchia, una volta alla settimana. Questi incontri sono gestiti dai laici e la partecipazione é aperta a tutti coloro che desiderano vivere un incontro di riflessione e preghiera a partire dal Vangelo secondo Matteo, assieme ai vicini di casa o ad altri fratelli e sorelle nella fede. È un’esperienza ricca per ascoltare e condividere la Parola: credo che lo Spirito Santo fará nascere i suoi frutti sia nella vita delle persone, delle famiglie e della Comunità cristiana e umana di qua.

PAROLA DI DIO E PROMOZIONE UMANA

L’attività d’evangelizzazione si svolge anche grazie all’impegno nella promozione umana, soprattutto attraverso due strutture educative, il Centro Culturale ed il Centro d’Accoglienza, che offrono un’opportunità preziosa di crescita ai bambini, agli adolescenti ed ai giovani che frequentano. Attraverso l’arte, la creatività, la musica, il teatro, lo sport … si cerca di offrire loro occasioni per scoprire nuovi cammini e per crescere nella dignità e nella stima di sé. Gli ingredienti importanti sono l’affetto e l’accoglienza che questi “fratellini e sorelline” ricevono da parte degli educatori che lavorano nel Centro, che con impegno e preparazione accolgono anche le sfide che questo “servizio al prossimo” presenta.
Oggi, qui in Belo Horizonte, l’attività di promozione umana non vede impegnati direttamente noi missionari, ma professionisti del settore sociale e educatori che sono del posto. Assieme, però, formiamo un’unica famiglia impegnata a promuovere la Vita delle persone che incontriamo ogni giorno e che camminano al nostro fianco.

Lieto di aver condiviso con voi poche notizie sparse per dipingere una bozza della vita missionaria qui a Belo Horizonte, vi saluto con una richiesta: accompagniamoci con la preghiera e l’affetto.
P. Stefano Belotti, cmv.

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