Il pesciolino a righe: ogni giorno un vestito diverso. E la moda non c’entra!

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C’era una volta un pesciolino a righe, che si chiamava Angelo… Ci trasporta negli abissi marini la nuova fiaba di Elide Fumagalli per le nostre #Caramelle, nata al Museo di Scienze Naturali. Questo pesciolino “cambia vestito” ogni giorno. Ma la cosa non gli piace molto… Ascoltiamo insieme.

Angelo, il pesce angelo, non aveva capito ancora di che colore era!

Tutte le mattine, quando si alzava si osservava e le righe avevano sempre sfumature diverse. Aveva visto altri pesci cambiare colore un po’ alla volta, farsi più scuri e i blu elettrici diventare quasi neri. Ma… un po’ alla volta!

«Beh – diceva tra sé – Passerà. Deve essere come quella malattia che viene ai bambini: il morbillo, loro si riempiono di puntini, io invece cambio colore».

Finché un giorno non furono solo i colori a cambiare ma anche le forme!

Dapprima le righe si fecero fitte fitte che quasi non si vedevano più. Poi si allargarono a tal punto che per un giorno intero fu mezzo blu e mezzo bianco! Cominciarono in seguito a disporsi anche in orizzontale. S’incrociarono, che sembrava avesse addosso una tovaglia!

In seguito le righe si avvolsero formando spirali e poi cerchi!

Ogni giorno, quando si svegliava, era diverso!

La cosa strana è che si sentiva anche lui diverso e faceva cose buffe!

Per esempio, quando era a quadri, nuotava solo diritto e per fare la curva doveva girarsi di scatto a 90 gradi! Quando era pieno di pallini, nuotava andando su e giù, su e giù, come una pallina fatta rimbalzare!

Quando era con le spirali, girava su sé stesso e per fare un metro ci metteva tre ore! Quando le righe si erano sdraiate sulla sua pancia, mettendosi in orizzontale, nuotava all’indietro e non chiedetemi il perché!  Il pesciolino non amava le sorprese, era un tipo abitudinario e queste cose lo turbavano parecchio! Per evitare tutte questi effetti ogni mattina, prima che l’aurora gli mostrasse di che colore era quel giorno, prendeva delle alghe rosse e si colorava per benino.

Ma anche questo non risolveva la faccenda perché, gli effetti strani tipo nuotare all’indietro, mica passavano. I bambini lo sanno che se ti dipingi, sotto sotto, sei sempre tu! Forse i grandi se lo sono un po’ scordato. Per questo si agghindano in modi strani per sembrare diversi. Nessuno gli ricorda che sono eccezionali come sono. E che dovrebbero indossare il colore che preferiscono e non quello che va di moda. Mostrarsi diversi da quel che si è, è spesso fonte di equivoci.

Angelo era sempre stato un tipo solitario ma ora se ne stava sempre nascosto sotto i coralli. Aveva trovato una piccola grotta e, da là dentro, sospirava a pancia all’aria, facendo strane bollicine azzurro chiaro che salivano in superficie, in fila, facendo una spirale. Un giorno, una voce a forma d’onda leggera come una carezza, gli aveva sussurrato queste parole: «Sei quel che sei e non ci puoi fare proprio niente».

Spalancò gli occhi per vedere chi aveva parlato ma non riusciva a scorgere nessuno! Allora urlò le sue parole dentro l’acqua ed esse rimbalzarono nella sua piccola caverna: «Ma chi sei, fatti vedere e non capisco che frase è: sei quel che sei?»
La risposta, a forma di frizzanti bollicine, arrivò. La udì chiaramente e gli faceva il solletico alle orecchie mentre l’ascoltava:
« Vuol dire che fuori sei come dentro e l’universo sei tu!»
La voce, questa volta, arrivò come una bomba d’acqua che esplode. Lui vibrò tutto e si sentì spostato di qualche centimetro, finendo sul fondo della grotta.
Uscì e disse: «Senti, invece di sparare delle algate, fatti vedere, che mi sto anche arrabbiando! E magari sei un pesce che mi vuole mangiare!»
«Lasciati cullare angelo, vola nell’acqua con le ali della fantasia, tu sei fanta-sia tu sei fanta-stico!»
La voce arrivò che sembrava un velo nell’acqua, lo avvolse e si sentì sfiorato e coccolato dappertutto.
Si calmò e per un attimo socchiuse gli occhi lasciandosi trasportare da questa corrente.
Per un breve istante, gli parve di non essere più Angelo ma mare.
Il suo respiro era quello delle onde, il suo cuore che batteva era come la luna che fa venire le maree.
Si ricordò che da piccolo spostava i sassolini del fondale creando spirali, quadri, pallini e righe. A volte disegnava onde altissime e faceva finta di nuotarci dentro e di trovarsi in posti lontani. Gli altri suoi fratellini ridevano e si facevano raccontare storie di mare e di forme, di colori e di sapori che solo lui riusciva a immaginare. Ogni giorno faceva disegni diversi. Poi gli avevano detto che doveva occuparsi di mangiare e dormire.
«Io sono tu, tu sei me»
La voce si fece sempre più flebile fino a sparire dentro il mare e dentro la sua pancia. Da quella mattina, ricordandosi chi era, non vedeva l’ora di svegliarsi per guardarsi  e scoprire che cosa, da dentro, gli sbucava fuori! E chi si conosce, sa dove andare e cosa fare. Incontrò così un amore di pesciolina che si chiamava Angelina, Lina per gli amici e furono una coppia strepitosa! Se ne andavano sempre in giro insieme, ogni tanto pulivano per bene una foglia lei ci faceva delle piccole uova color dell’onda. Lui ci passava sopra, lasciando cadere un po’ di sé, per far nascere dei pesciolini che gli sarebbero somigliati un po’.

Nacquero tutti colorati e Angelo raccontava una storia, dove il mare parlava ad un pesce triste e arrabbiato facendolo diventare felice e innamorato! Quando vai al mare, ascolta anche tu la voce che sta dentro le onde. Perché? Beh, semplicemente per essere felice, come sei!

Il sito dell’autrice: www.elidefumagalli.com
www.vivodifiabe.com

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