La pulce nell’orecchio/Atalanta-Napoli. Denis, finalmente

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Atalanta e Napoli 1-1 (0-0). Gara abbastanza divertente e nel finale emozionante. In tutta la partita l’Atalanta ha confezionato una sola ma alquanto bell’azione, ispirata e conclusa in tuffo di testa da Denis con la collaborazione di Raimondi (cross perfetto). Gol a mezz’ora dalla conclusione. Il Napoli, che aveva dominato in lungo e in largo fino all’intervallo senza peraltro incisività, ha avuto una reazione lenta. Però gli attacchi dei partenopei – complice un calo dei padroni di casa, in dieci dall’82’ per l’espulsione di Cigarini – sono gradualmente diventati tambureggianti. Callejon ha messo alto da zero metri, Higuain ha pareggiato e nel recupero, se non ci fosse stato Sportiello, buonanotte all’Atalanta. Il portiere prima ha preso un tiro da distanza ravvicinatissima di Insigne e poi addirittura un rigore a Higuain.

Il Napoli recrimina: suoi avrebbero dovuto essere i tre punti, in base al gioco e alle occasioni da gol. Per colpa dell’arbitro D’Amato, invece, se ne sono tornati a casa scontenti molti fra i tifosi atalantini, constatando che le decisioni determinanti – il “rosso” per doppia ammonizione, il penalty per uno strattone di Stendardo a Higuain – hanno costantemente punito i nerazzurri. La prestazione dell’Atalanta, determinata e attenta a non sbagliare nella fase di contenimento, sconta tuttavia un eccesso di difensivismo. Concependo uno schieramento con nove uomini su dieci sotto la linea della palla e senza ripartenze, prima o poi, non puoi che beccare gol. Il voto in pagella può anche essere di risicata sufficienza.

Ma ancora una volta non s’è visto neppure lontanamente un progetto di gioco. Inedita inoltre la formazione messa in campo da Colantuono secondo un modulo chiamato 4-3-3, manifestatosi in realtà 4-5-1, con sugli esterni falsi attaccanti come Raimondi e Moralez. Sorprendente pure la scelta degli altri interpreti, tutti già in organico l’anno scorso con la sola eccezione di Cherubin, che finora aveva per lo più scampato la panchina.

Un osservatore malizioso potrebbe far notare che sarebbe come se il tecnico avesse sconfessato il mercato (da tutti definito di reale rafforzamento della rosa). Rispolverati Stendardo, Del Grosso, Migliaccio, lo stesso Baselli, Raimondi. Fuori Zappacosta, Drame’, Carmona, Biava, D’Alessandro. Il turno di Boakye? Chissà, forse domenica a Torino nel rispetto del turn-over. Fra le note liete infine il ritorno al gol di Denis. L’argentino s’è battuto coraggiosamente nel vivo della retroguardia napoletana, ma sfidiamo chiunque – Leo Messi compreso – a combinare qualcosa di concreto con sulle spalle l’intero peso dell’attacco, avendo tutti i compagni il compito preciso innanzitutto di guardarsi alle spalle.

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