La pulce nell’orecchio/Sampdoria-Atalanta 1-0. Sempre a secco

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Foto: l’ex Manolo Gabbiadimi che ha segnato il goal della vittoria doriana

Sampdoria batte Atalanta 1-0. Partita cominciata con cautela reciproca, di cui tuttavia la Sampdoria s’impadronisce al quarto d’ora. Netto predominio fino all’intervallo (gol, che risulterà decisivo, dell’ex Gabbiadini al 35′). Nella ripresa Colantuono cambia. Dentro Baselli e Moralez per Estigarribia e Molina e al 74′ Bianchi per Boakye. Ora attaccano i nerazzurri, complice il calo fisico dei padroni di casa. Molto fumo, poco arrosto.

L’Atalanta non può dire che avrebbe meritato il pari. A decretare la legittimità del risultato la sostanza delle occasioni da gol create. Zero al quoto nel primo tempo (un solo tiro in porta di Cigarini, alle stelle). Un paio di mezze palle nel convulso finale, quando invece i blucerchiati avrebbero potuto raddoppiare in contropiede. Gara, ovviamente, perduta a causa dell’atteggiamento troppo timido assunto lasciando l’iniziativa all’avversaria. Con i buoi fuori dalla stalla, rimediare è sempre assai arduo.

Formazione sbagliata, con i sostituiti Estigarribia e Molina sugli esterni e Denis e Boakye punte? Ipotesi attendibile, se lo stesso tecnico l’ha sconfessata dopo 45 minuti. Ma la colpa va attribuita alla mentalità sbagliata, non allo schieramento e ai suoi interpreti. Il gioco largo sulle fasce ha senso se propone pure la fase offensiva. Invece tutta la squadra è rimasta bassa bassa, perfino Boakye costantemente sollecitato all’indietro su Palombo e Soriano, le fonti della manovra genovese. E anche dopo, alzato il baricentro, azioni fluide non se ne sono viste, nonostante il fraseggio di un Moralez tra le linee attivamente alla ricerca dell’uno-due vincente.

I numeri stanno diventando preoccupanti, limitandosi al dato dei gol segnati (due in 6 gare, quelli di Cagliari). Squadra a bocca asciutta tutte le altre volte. Veramente paradossale, considerato che l’attacco dell’Atalanta ha molte più frecce al suo arco rispetto alle stagioni scorse. La crisetta di Denis comunque appare evidente. Al di là dei gol che mancano, la prestazione dell’argentino ancora una volta ha lasciato a desiderare (non certo per quanto riguarda l’impegno). Infine il gol beccato. L’Atalanta stava disputando (abbastanza attentamente) una gara difensiva ed è andata sotto su un lancio da lontano per un fuorigioco sbagliato (Benalouane). Com’era quel detto di una volta? La miglior difesa è l’attacco, il che significa d’accordo curare l’equilibrio ma, rinunciando ad offendere, il primo sbaglio ti condanna.

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