Scalda i motori la scuola di preghiera versione 2.0: uno spazio di ricerca

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«E ti vengo a cercare», è una frase del Cantico dei Cantici dal quale Franco Battiato ha tratto una delle sue più belle canzoni sulla ricerca dell’amore e sul desiderio di trovare qualcuno capace di amare e capace di colmare un vuoto al quale non si riesce a dare spiegazioni.
Proprio da questo desiderio di ricerca riparte quest’anno la Scuola di Preghiera: l’appuntamento mensile (ogni 3° venerdì del mese) presso la chiesa ipogea del Seminario che non è un semplice «momento» di preghiera, ma è una PREGHIERA CHE TI INSEGNA A PREGARE.
«La ricerca sarà il tema di base della scuola di preghiera di quest’anno che vede la preghiera come la relazione d’amore tra l’uomo e Dio – raccontano i ragazzi di V teologia del Seminario che animeranno le proposte di quest’anno – ispirandosi al Cantico dei Cantici, dove l’amata cerca l’amato; allo stesso modo noi cerchiamo Dio, ma sorprendentemente ci scopriamo già cercati e amati da Dio stesso».
La Scuola di Preghiera si rivolge (anche attraverso Facebook col suo linguaggio schietto e diretto) ai giovani: «Sono loro i veri protagonisti! – spiega Riccardo – La Scuola di Preghiera si rivolge specialmente ai giovani perché, animati da una vivace curiosità, si pongono più domande, sono più disponibili e aperti alla riflessione, e vivendo un cammino di crescita, sentono il bisogno di rapportarsi con Dio in un contesto saturo di stimoli e proposte tra le più disparate, che sicuramente non facilitano il raccoglimento e il discernimento».
Quest’anno poi la Scuola di Preghiera è in versione 2.0: la proposta si è rinnovata e rivista completamente e ha assunto vesti ancora più giovanili perché pensata per il ragazzo o la ragazza che vuole imparare a pregare, una scuola di preghiera che insegni attraverso un totale coinvolgimento con la pratica e con l’esperienza della preghiera stessa, in modo tale che alla fine di ciascun incontro, chiunque possa ritornare a casa avendo imparato, scoperto e approfondito qualcosa per arricchire i propri momenti di preghiera personali.
Per ogni serata ci sarà un tema principale attorno al quale ruoteranno i diversi momenti: ciascun incontro inizierà con una serie di provocazioni (che rispecchiano quelle che sarebbero le difficoltà che si incontrano quando si prega); i seminaristi tenteranno poi di dare delle risposte a queste provocazioni partendo dalla loro personali storie ed esperienze. La serata poi entra nel vivo e si ragionerà sul tema della serata: «nel primo appuntamento che sarà il 17 ottobre – ce ne dà una piccola anticipazione Gabriele – il titolo sarà “e pure non mi basta” in cui si rifletterà sull’esperienza del “non- soddisfacimento” percependo il bisogno di andare alla ricerca di quel qualcosa di cui noi abbiamo un innato bisogno… da questa ricerca dell’essenziale completamento, scaturisce il desiderio (che diventa quasi una necessità) di pregare».
«Ogni volta – continua Gabriele – cercheremo di fornire diversi modi e metodi di preghiera che poi ciascuno potrà ripetere a casa, personalmente, anche con l’aiuto un promemoria in forma di rubrica che consegneremo alla fine di ogni serata».
La scuola di preghiera infine si inserisce all’interno del cammino della Chiesa di Bergamo, prevedendo durante l’anno 2 importanti eventi: il primo appuntamento il 17 ottobre prevede la consegna dei crocefissi ai missionari che andranno in missione e l’ultima serata, il 15 maggio. ci sarà l’ammissione agli ordini dei ragazzi di seconda teologia (la presentazione di coloro i quali stanno camminando con forte impegno nel cammino di discernimento vocazionale).
Cosa vuol dire pregare? Pregare è ricercare e la ricerca, quest’anno, parte dalla Scuola di Preghiera 2.0.

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