Storie dell’antica Harnek: così era Sarnico al tempo dei celti

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“Harnek”, così si chiamava Sarnico al tempo dei celti, quando le tribù si spostavano attraverso l’Europa sulle rotte del sale, l’oro bianco, in cerca di fortuna. Ci riporta il fascino di un tempo antico “Sale” (Inediti Sardini) di Emanuela Serughetti, autrice cresciuta sulle rive del Sebino, che sarà presentato domani pomeriggio alle 18,30 nell’ambito di Bergamoscrive, rassegna di aperitivi con l’autore dedicata a giovani autori bergamaschi alla libreria Liub di via dei Caniana. Modera l’incontro Davide Sardini, Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia. La presentazione sarà accompagnata da un reading letterario musicale.
“La storia – spiega Emanuela – nasce dalla lettura di una ricerca su “L’origine e il nome di Sarnico” del professor Antonio Paris. Avevo trovato molto interessanti gli argomenti trattati, e mi aveva colpito il fatto che legassero Sarnico a un paese austriaco dove casualmente mi ero recata poco tempo prima: Hallstatt. Secondo il professor Paris, che si è occupato delle ricerche etimologiche sul nome di Sarnico partendo da Harnek, che è la sua versione più antica usata ancora dai più anziani in paese, per parlare dei primi uomini che costituirono il primo insediamento alla foce del Sebino, bisogna tornare indietro sino alla protostoria e più precisamente all’età del Ferro, quando si verificò l’espansione celtica del periodo così detto di Hallstatt (800 a.C-450 a.C).Proprio da lì si desume provenissero i Celti di Sarnico”. Da questo spunto sono partite le ricerche di Emanuela, insegnante di inglese, mamma di tre bambini, appassionata da sempre di scrittura e già autrice di un altro romanzo, “Un abito per mia madre” (Boopen).
“Ho trovato affascinanti le teorie del Paris – continua Emanuela – e così ho deciso, con un po’ di coraggio, di ambientare il romanzo a Sarnico, tra passato e presente”. Così “Sale” ripercorre, spiega Emanuela, “alcune tappe storiche significative di Sarnico. Nel raccontare la storia mi sono avvicinata alle vecchie tradizioni legate al lago e in particolare alla pesca. Ho cercato di far rivivere nella realtà romanzesca tutto ciò che ormai fa parte del passato. E strada facendo mi sono innamorata di questo paese e della sua storia.”
Bergamoscrive continua Venerdì 24 ottobre con Alan Polonie e il suo libro «Dio se la caverà». Un libro particolare, una galleria di personaggi bizzarri, una storia coinvolgente, che riflette su cosa significa realizzare i propri sogni e cosa succede invece quando si decide di voltargli le spalle. Modera l’incontro l’attore e animatore culturale Michele Marinini. Ultimo incontro il 31 ottobre con «Ruggine» di Federico Redaelli. Questo autore ha una storia particolare: ha fatto per diversi anni l’educatore di strada. Il suo è un romanzo duro e coraggioso, il mondo visto dalla prospettiva degli “invisibili” che ogni giorno ci sfiorano lungo la strada. Tutti gli incontri si svolgeranno alle 18,30. Per informazioni info@liub.it, tel. 035.249024.
COPERTINA SALE

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