Le suore della Sacra Famiglia di Seriate: quando l’istituto è nato, la priorità era accogliere ed educare le bambine povere

0

«I tempi cambiano, tutto si evolve, ma l’importante è tenere saldi i valori» dice Suor Rosaria a proposito dell’attività dell’Istituto Sacra Famiglia di Seriate. Lei, che opera nell’Ordine da 50 anni, lo sa bene e racconta: «Nel 1859, quando fu fondato da Santa Paola Elisabetta Cerioli, la priorità erano l’accoglienza e l’educazione delle bambine povere, magari orfane, soprattutto nelle zone di campagna». Più di 150 anni dopo, le zone rurali e gli orfanatrofi non esistono quasi più, almeno in Italia, ma il carisma educativo è rimasto lo stesso. Nella nostra diocesi, infatti, l’Istituto gestisce scuole di ogni ordine: nella sede principale, a Comonte di Seriate (con 17-18 suore e personale laico) ci sono due sezioni per l’asilo nido, cinque di scuola materna, 3 per quella elementare, 3 per le medie e un Centro di formazione professionale per addetti alle vendite. Altre classi, poi, sono a Leffe e Sorisole. Nella gestione, assicura Suor Rosaria, «cerchiamo di venire incontro, per quanto possibile, alle situazioni complicate, soprattutto per motivi economici, di alcune famiglie un po’ scombussolate».
Da qualche anno, all’Italia si sono affiancate anche le missioni in Africa (a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo) e America Latina (con due sedi in Brasile) e anche qui l’educazione è l’obiettivo primario, con qualche differenza nei diversi Paesi. «In Congo gestiamo scuole per circa 2000 bambini, con possibilità di ottenere anche borse di studio, mentre in Brasile c’è un’importante opera di apostolato parrocchiale, con visite alle famiglie povere». E proprio la povertà è una delle molle che fanno scattare, in questi Paesi, le vocazioni, che sono ovunque in forte calo: «In Congo, dove il contesto è difficile, ce ne sono ancora, mentre in Brasile sono sempre meno». E in Italia? «Ancora peggio: oggi le ragazze vogliono sentirsi libere e preferiscono prestare volontariato da laiche, piuttosto che entrare in un ordine». Non c’è molto spazio per l’ottimismo, nelle parole di Suor Rosaria, ma la certezza di alcuni punti fermi: «Stile di vita sobrio e attenzione agli altri: non so se questi valori siano ancora così sentiti dai giovani d’oggi, ma di certo rimangono la base del nostro operato».

Share.

Lascia un commento