Rotolini di funghi con il brasato dimenticato… Una ricetta a regola d’Arte

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Curare una mostra, installare un’opera d’arte, rispondere alla creatività improvvisa (e anche alle numerose mail e chiamate), correre a destra e sinistra. La vita di un’artista è come ce la siamo sempre immaginata: impegnatissima, attiva e colorata. Proprio come quella di Maria Francesca Tassi, giovane artista bergamasca, esperta nell’arte scultorea e curatrice di mostre. Eppure, come racconta lei, il momento per dedicarsi all’arte culinaria non manca mai. Anzi, anche in cucina la fantasia dell’artista si può scatenare, perché, come dice Francesca, alcune ricette sembrano scritte proprio per rispondere ai ritmi di un artista. Oggi vi proponiamo la preparazione di un piatto gustoso cucinato direttamente da Francesca, lasciando che sia lei a raccontarci cosa significa far coincidere le due passioni quando…l’arte chiama! Ecco per voi i rotolini di funghi con brasato. La parola a Maria Francesca Tassi.

Quando Noemi mi ha chiesto di inviarle una ricetta sono stata molto felice: io cucino sempre e mangio tantissimo, anche nelle ore più strane della giornata, adoro il cibo! Poi però è sorto un problema: fare le fotografie. Mi spiego meglio: tra studio, lavoro e tutto il resto, solitamente cucino in 15 minuti ed è tutto incastrato: mentre bolle l’acqua apparecchio, mentre taglio le verdure scaldo il forno; scattare alcune foto? Con le mani unte? Ho dovuto aspettare una domenica in cui per un’oretta ho cucinato e basta, senza rispondere al telefono e alle mail, senza imballare una scultura. Non c’è da stupirsi se la maggior parte delle mie ricette sono sempre superveloci. Quelle lunghissime, molto rare, lo sono perché il cibo fa qualcosa da solo, mentre io rimango nello studio. Finalmente, domenica sono riuscita a cucinare in tranquillità ben due ricette: una rapida e una un po’ più lunga.

I rotolini di funghi (la superveloce)

Ingredienti:
funghi preferiti
aglio
prezzemolo
parmigiano
sale e pepe
pasta fillo o pasta sfoglia (già pronta)

Fondamentali in ogni ricetta sono gli attrezzi: meglio pochi ma buoni. Il mio coltello preferito è una mannaia media affilata e la uso per tutto. Il tagliere di plastica si lava in fretta. Devono sempre essere sul banco da lavoro.
Mentre prendete dal frigorifero gli ingredienti, passate davanti al forno, portatelo a 180° e preparate una teglia piatta con un foglio di carta da forno. Pulite i funghi e tagliateli piccolini, metteteli in una ciotola capiente con olio, sale e pepe. Grattugiate sopra del parmigiano e tagliate finemente l’aglio e il prezzemolo. Mischiate tutto e stendete la pasta sfoglia o la pasta fillo. Con il cucchiaio disponete una striscia di funghi sulla pasta, arrotolatela e tagliatela della misura che preferite. Io ho usato la pasta fillo e questa immagine non è bellissima, perché la pasta assomiglia alla carta in modo impressionante: non confondetele. Mettete in forno a 180° per 15 minuti. Quando sono pronti e belli dorati è il momento di gustarli.
Li potete servire con un’insalata, come aperitivo, come contorno. A me, invece, piace mangiarli con il brasato. Il brasato è un piatto che normalmente si pensa tocchi alle mamme o alle nonne prepararlo, perché ci vuole tanto tempo. Io vi dico che non è così, anzi: secondo me è una ricetta da artisti, perché una delle cose importanti è dimenticarlo per tre volte.

Il brasato dimenticato (quella lunghissima che fa tutto da sola)

Ingredienti:
carne (il vostro macellaio vi darà quello che vi serve)
carote, sedano, prezzemolo, patate
sale, pepe, semi di senape
vino (ok, non vogliamo svenarci con quello al barolo, ma usate un vino buono, altrimenti tutto diventa cattivo)

Mettete la carne, il vino, le verdure pulite e tagliate a tocchetti e i semi di senape in una grande ciotola. Lasciate tutto fuori dal frigorifero coperto con una pellicola e dimenticatevi del vostro brasato per la prima volta.
Andate a installare una mostra, a trovare un amico, leggete un libro e, il giorno dopo, mentre vi preparate il caffè, incontrate sul piano da cucina la ciotola del brasato. Dopo averle dato il buongiorno, estraete la carne e asciugatela. Mettete a scaldare un po’ di olio extravergine in una pentola capiente, io uso un coccio di terracotta che mi hanno regalato per fare la pasta e fagioli alla toscana, ma ci faccio il brasato. La terracotta è perfetta per le cotture lente e lunghe. Quando l’olio e la pentola sono caldi, inserite la carne e fatela dorare da ogni lato.
Inserite le verdure scolate e fatele girare insieme alla carne. Quando tutto è croccante, versate il vino, mettete un coperchio, il fuoco basso e dimenticatevi del vostro brasato per la seconda volta.
Potete uscire a comprare della colla, mandare il portfolio a una galleria, rispondere a Noemi e dirle che sì, domani le mandi la ricetta, ordinare della carta da un sito tedesco, controllare l’arrossimento autunnale della vite canadese, decidere finalmente di mettere in ordine lo studio, telefonare a un paio di amici perché un brasato non può essere mangiato senza compagnia.
Dopo svariate ore, il vostro brasato si sarà fatto da solo.
Togliete la carne dalla pentola, mettetela su un tagliere, passate con il mixer le verdure e il vino e mentre non resistete e con un pezzo di pane provate il sughino delizioso che si è creato, vi accorgerete che oltre al brasato avete dimenticato anche il sale. Mettetecelo e dimenticatevi del vostro brasato per la terza volta.

La carne si raffredderà mentre prendete il vino, preparate la tavola, tagliate il pane.
Quando arrivano i vostri amici, riaccendete il sugo, tagliate la carne a fette e ributtatela nella pentola.
Una volta caldo, servitelo con quello che vi pare: purè di patate, crostini di polenta, verdure al forno e perché no, proprio con i rotolini di funghi. Buon appetito!

La foto sotto di Francesca Tassi è di Laura Fantacuzzi

francescatassi

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