Le Città Invisibili: Lucilla Giagnoni e Marco Bersanelli raccontano Einstein

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Prima che esistessero i blog, i grandi scrivevano diari. Quelli di Albert Einstein sono stati resi pubblici grazie all’Einstein Papers Project. In essi non ci sono molti segreti di quello che viene ricordato come il padre della scienza, ma una visione del mondo, una prospettiva sulla vita. «Il mondo che abbiamo creato – scriveva Einstein – è il prodotto del nostro pensiero e quindi non può cambiare se prima non cambiamo il nostro modo di pensare». Giovedì 20 novembre il nuovo ciclo di spettacoli de «Le Città Invisibili. Maestri e culture in dialogo», promossi da Fondazione Bernareggi con Festival della Cultura Bergamo e con la direzione artistica di Maria Grazia Panigada – Tramite teatro incomincia (alle 21) proprio da «Albert Einstein, pensieri sulla scienza e la fede dai Diari». In scena ci sono l’attrice e narratrice Lucilla Giagnoni, da anni impegnata in un percorso di ricerca che unisce diversi ambiti e discipline, dall’arte alla letteratura, dalla scienza ai testi sacri, e Marco Bersanelli, astrofisico e divulgatore che, come dice la Giagnoni «riesce a spiegare cose impossibili a noi umani». Lo spettacolo ci conduce a scoprire come Einstein rivoluzionando le basi della fisica moderna abbia cambiato per sempre il nostro modo di osservare e comprendere l’universo. Nei suoi diari si trova poi anche una sua particolare visione religiosa dell’universo e delle sue leggi, un principio originario che si manifesta nell’ordine e nei rapporti della grande architettura dello spazio e del tempo. «Attraverso gli scritti che Einstein ci ha lasciato – spiega Lucilla Giagnoni – ci interessa raccontare il suo senso del mondo, la sua visione del mistero. E’ stato un uomo a tutto tondo, con le sue luci e le sue ombre, che non ha mai negato, che non ha mai messo in contrapposizione il linguaggio della scienza e del mistero, che comunque abita dentro l’uomo». La prima raccolta di lettere e articoli non scientifici di Einstein viene pubblicata in Germania nel 1934 ed è immediatamente tradotta anche in inglese. In Italia viene pubblicata con il titolo «Come io vedo il mondo». Biglietti d’ingresso: intero 7 euro, studenti fino a 26 anni 5 euro, carnet libero 20 euro. Prevendita disponibile su: www.fondazionebernareggi.it. Informazioni Fondazione Adriano Bernareggi, via Pignolo, 76 – 24121 Bergamo, tel. +39. 035 248772, info@fondazionebernareggi.it, www.fondazionebernareggi.it. Altre notizie sulla rassegna e programma completo qui.
Nel video qui sotto Lucilla Giagnoni presenta brevemente lo spettacolo:

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