Ma come faremo senza “La Padania”?

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La Padania, il quotidiano ufficiale della Lega Nord, non sarà più in edicola. Dal 1 dicembre le pubblicazioni su carta cessano e il sito on line chiude. Quando un’iniziativa editoriale fallisce mette sempre un po’ di mestizia. Anche quando si tratta del giornale della Lega di Bossi e di Salvini. Ma in questa vicenda ci sono alcuni elementi molto particolari che vanno ricordati.

“LA PADANIA”, GIORNALE PER POCHI INTIMI

La Padania è un giornale di partito. Le notizie lette in questi giorni parlano di quattro milioni di euro all’anno percepiti dalla Lega per il proprio giornale come contributo previsto dalla legge sull’editoria per i quotidiani ufficiali dei partiti. Nonostante questo bel fiume – oddio non esageriamo: questo bel ruscelletto – di soldi pubblici, la Padania versa da tempo in cattive acque. Versa in cattive acque anche perché pochi la leggono. Ho cercato di capire quante copie vende la Padania. Difficile saperlo. Le 60.000 copi denunciate erano robe di altri tempi e soprattutto erano le copie stampate e non quelle vendute. La Padania, soprattutto negli ultimi tempi, era un giornale per pochi intimi, assai pochi e assai intimi. Molti leghisti votano Lega ma non leggono “La Padania”.

SE UN GIORNALE NON È LETTO LA COLPA È DI CHI LO SCRIVE

“La Lega è al risparmio su tutto e quindi non ha rinnovato il proprio contributo all’editoriale – ha affermato Matteo Salvini – ma in questo caso si tratta anche dell’ennesimo bavaglio calato dal Governo Renzi che riduce i contributi per l’editoria che esistevano da anni, ha detto Salvini”. Un paio di semplicissime considerazioni. La prima. Secondo Salvini, dunque, anche stavolta, la colpa è degli altri, del governo, nella fattispecie. E se invece fosse della Padania? Se un giornale non è letto, di solito, la colpa non è dei lettori, ma di chi lo scrive. In effetti, non crediamo che il mondo si sentirà più povero il 1 dicembre, senza la Padania. Diciamo che “La Padania” non ha offerto un contributo straordinario alla cultura e, in particolare, alla cultura politica del nostro paese. L’Italia e perfino la Lega può andare avanti, più o meno come prima, anche senza “La Padania”.

LA “VOCE DEL NORD” E I SOLDI DEL SUD

La seconda. “Roma Ladrona”, ha sempre ripetuto la Lega. Roma ruba i soldi ai poveri contribuenti del Nord. Ma con “La Padania” succedeva il contrario. Era il Nord, “La voce del Nord” (uno dei sottotitoli della Padania), che poteva gridare grazie ai soldi del Sud, quelli di Roma, la Ladrona. Quelli che si presentavano come i poliziotti erano diventati la Banda Bassotti. Si può accusare i partiti, predicare che si devono tagliare i soldi ai partiti. Poi si viene a sapere che i soldi pubblici sono affluiti abbondanti, per tanti anni, nelle casse del giornale del partito della Lega Nord. Alla fine e finalmente, il governo dice basta. A quel punto, la Lega protesta. Ma perché? Vedi alla voce “coerenza”.

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3 commenti

  1. silvana messori on

    coerenza… eh sì… purtroppo negli ultimi 30 35 anni.. se ne è vista poca!. è vero che tutti i giornali, politici di partito e anche politici con più partiti all’interno, anche se “invisibili” e considerati “indipendenti”, hanno fatto man bassa delle sovvenzioni elargite da tutti noi, a nome della libertà di stampa … e non perché “vendevano molte copie” (alcuni neanche vendevano, stampavano e distribuivano agli loro accoliti, gratuitamente… e le sovvenzioni arrivavano a iosa… Vorrei porre però il problema in altra forma, ritenendo di non avere nessun vangelo in tasca… in nome di questa democrazia(a mio parere molto zoppicante)… si sono sperperati per anni soldi pubblici senza nessuna oculatezza … lasciando i veri problemi sempre ben nascosti, affinché tutto il mondo privilegiato, fosse sempre più privilegiato….ed ora che i conti della massaia, cominciano ad essere evidenziati… ed il portamonete è vuoto….! e poi… le tecnologie moderne… certe cose appaiono più evidenti di essere ormai obsolete… mi spiace comunque, che anche in questo settore, le persone meno privilegiate saranno quelle che non godranno più di un posto di lavoro(fisso o no).. e comunque potrebbero essere persone .. forse meno meritorie ma in nome di vecchie logiche di partito ad averne dei benefici(si candideranno alle prossime elezioni)… e l’editoria … è solo una delle tante complicanze che verranno messe in luce… peccato… perché avremmo potuto accorgercene prima se avessimo avuto una “stampa” un po’ meno succube dei poteri e più “quinto potere e libero” dalle ideologie preminenti.

  2. dI SOLITO SI AFFERMA: quando un giornale chiude è uno schiaffo alla democrazia.
    Forse non è più il caso di usare questa espressione, le ragioni sono state puntualmente proposte dall’editoriale di Alberto Carrara, mi premeva solo di aggiungere che le idee hanno tutte il diritto di cittadinanza, l’elenco dei luoghi comuni accompagnato da tante stupidaggini un po meno. Se questi denari saranno devoluti a qualche famiglia in difficoltà saranno ben spesi.

  3. Brunella Conca on

    Sono sconvolta: quattro milioni dietro l’anno???????????? ho letto bene?????!!!!!!!!! Se si davano quattro milioni alla Padania, non oso pensare quanto si dà agli altri!!!! No, dico, ma stiamo scherzando?! E questi non sono benefici? Sicuramente tutte le idee hanno diritto di cittadinanza, ma quando non ci sono soldi per nessuno, credo sia meglio fare un elenco delle priorità. Mi auguro che quei quattro milioni vadano a chi ha bisogno davvero

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