A Redona l’arte di Consonni racconta la morte come “terra di passaggio”

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Fuori la scabrosità della materia racconta il dramma, il dolore, le ferite della morte. Dentro la stessa materia si apre, lascia spazio alla luce, alla speranza. Così la comunità di Redona ha celebrato il triduo dei morti e il ricordo di don Sergio, grazie all’interessante intervento di Vittorio Consonni, chiamato a realizzare un paliotto per l’altare, poi messo in dialogo con due grandi porte all’esterno della chiesa. Ancora pochi giorni per poter visitare, nella parrocchiale di Redona, le opere. Le fotografie di Silvio Gamberoni (nell’apertura del post e nella gallery qui sotto) ci mostrano la grande suggestione dell’impianto.

DONO PER LA COMUNITA’

Il mese di novembre si apre tradizionalmente con uno sguardo rivolto ai santi e alla commemorazione dei nostri defunti. Una riflessione profonda e doverosa ma anche un tema delicato, che la parrocchia di Redona ha pensato di affrontare facendosi aiutare dal linguaggio dell’arte, seguendo una linea già tracciata negli anni con gli interventi della settima santa. Le opere di Consonni raccontano lo sguardo cristiano della morte, proteso verso il futuro e animato dalla speranza. Una morte che è terra di passaggio. Don Gianangelo Ravizza, parroco di Redona da pochi mesi racconta con gioia questa bella occasione per la comunità:  “Abbiamo deciso, con don Giuseppe Sala e don Marco Scozzesi, di riflettere su queste tematiche grazie all’aiuto di Vittorio Consonni, che già ci aveva contattati per proporre un lavoro che fosse anche un affettuoso ricordo di don Sergio, con il quale aveva stretto un legame.  Il paliotto realizzato da Consonni, che resterà alla comunità e che si unisce così a quelli già realizzati da altri artisti, vuole inequivocabilmente aprire la riflessione alla speranza. L’idea di fondo è proprio quella della terra che si apre, sotto la spinta della vita. È sull’altare infatti che questa riflessione trova la sua espressione più vera e profonda, nei segni del dono per eccellenza, il Corpo e il Sangue di Cristo, segni fragili del dono che trasforma la morte in speranza”.

UN DIALOGO INTENSO

Il paliotto è una delle due voci di un intenso dialogo con le Porte della Morte, poste all’esterno della chiesa. “Ci siamo recati nel suo studio, un grande ambiente con moltissime opere. Le due scelte sono certamente di grande impatto, anche emotivo. La matericità della composizione, i colori, il richiamo forte alla terra e alla roccia invitano ad una riflessione sul dramma profondamente umano della morte. Collocate qui, ai lati della porta d’ingresso danno un’ulteriore spinta al pensiero, obbligandoci con la nostra fisicità a passarci in mezzo, ad affrontarla per andare oltre”. Una creatività corposa quella espressa dall’arte di Consonni, dove povera materia e colori incisivi si compongono per creare opere dal grande impatto visivo, simbolico ed emotivo. “La comunità ha accolto molto bene la produzione, presentata il primo novembre da don Giuseppe Sala, grazie ad un percorso attraverso alcune crocifissioni, come quella di Grünewald, per arrivare all’arte contemporanea”. Artista sensibile e particolarmente vicino alla tematica, Consonni mostra anche in queste opere un’intensa spiritualità e una grande attenzione che lo portano a cogliere ed esplicitare, con la sua riconoscibile cifra stilistica, le ansie del nostro tempo.

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2 commenti

  1. Lucia Gandolfi Carriero on

    A proposito dell’articolo sull’iniziativa relativa alle opere di Vittorio Consonni vorrei esprimere alcune perplessità.
    La prima è relativa al fatto di aver appoggiato all’altare il cosidetto paliotto.
    La seconda riguarda le 2 opere ai lati della porta d’ingresso della chiesa a mio parere troppo grandi e ingombranti,a mio parere l’uno – il cosidetto paliotto – e le altre sono più un ostacolo che un invito.
    Posso capire che un artista che in qualche modo ha conosciuto don Sergio desideri dare un segno di riconoscenza ma avrei preferito fosse qualcosa di più discreto.

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