Due cristiani bruciati vivi in Pakistan. E dal mondo dell’Islam un fragoroso silenzio

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“Li hanno prima assaliti. Una folla di 400, forse addirittura mille persone. Poi li hanno picchiati a morte e infine hanno compiuto il gesto più folle: li hanno gettati vivi in una fornace e sono morti così, bruciati. Siamo in un villaggio del Punjub, in Pakistan. Lui, Shahzad Masih, aveva 26 anni. Lei Shama ne aveva 24 ed era al quarto mese di gravidanza. Erano tutte e due cristiani, accusati di blasfemia, per aver bruciato delle pagine del Corano. La realtà ovviamente è diversa ma tutta purtroppo da dimostrare e in Pakistan per quell’accusa è prevista la pena capitale. Quella stessa pena di cui è caduta vittima anche un’altra donna cristiana pakistana, Asia Bibi. Lei, madre di cinque figli”. Così l’agenzia SIR.

L’ISLAM TOLLERANTE NON SI VEDE

L’ultimo, l’ennesimo caso di persecuzione dei cristiani rilancia un problema, anzi più problemi. Intanto, un dato che, molto probabilmente è tipicamente occidentale e difficilmente esportabile: il mondo musulmano non accetta di essere criticato o, in termini un po’ più precisi, è un mondo culturalmente intollerante. Si citano sempre i musulmani moderati. Ma sono una minoranza e, a quanto se ne sa, quando parlano devono coprirsi bene le spalle. Il fuoco amico parte molto facilmente.
Inoltre, mentre le autorità politiche, anche quelle del Pakistan si sono mosse per trovare i colpevoli, mentre dal mondo occidentale arrivano dichiarazioni di condanna, non si hanno notizie di prese di distanza significative da parte di autorità religione musulmane. Si conferma la sensazione che, per i musulmani, la difesa dell’Islam è più importante della difesa del diritto di tutti.

L’ISLAM DI CASA NOSTRA TACE

Questo vale soprattutto per i responsabili musulmani che vivono dalle nostre parti, anche a Bergamo. Quando capitano queste violenze di cui tutti parlano, anche da noi, nel mondo dei credenti islamici regna il più fragoroso silenzio. Si dice, di solito, che l’Islam non ha gerarchie definite tipo quelle della Chiesa cattolica. Vero. Ma iman che parlano, predicano, prendono posizione ce ne sono e tanti. Strano che non abbiano nulla da dire. O forse hanno detto e noi non abbiamo percepito. Forse. Speriamo che sia davvero così. E magari la prossima volta gli spiegheremo che anche a Bergamo esistono uffici che sono incaricati di dialogo con i musulmani, esistono giornali e televisioni. Esiste anche il telefono per chiamare e uffici, e giornali e televisioni. Certo, però, è elementare ma fondamentale: per dare la notizia di una dichiarazione bisogna che qualcuno abbia fatto la dichiarazione.

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