Marco “Il Pimpa”, il cloun tra i bambini della Striscia di Gaza

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Un gran naso rosso, un bizzarro cappellino con un’elica, una valigetta piena di magia e la capacità di stupire: sono i giusti ingredienti per far divertire i bambini, specialmente quelli il cui sorriso purtroppo è raro e quindi, ancora più prezioso. È questa la “missione di vita” di Marco Rodari, meglio conosciuto al mondo come il Pimpa, il cloun, (esatto, si dice proprio così per i clown di corsia). Varesino di Leggiuno, membro dell’associazione I colori del Sorriso ONLUS di Varese, il Pimpa vaga tra le scuole, le carceri e gli ospedali italiani, divertendo i bambini con la sua creatività e una gran voglia di mettersi in gioco. Ma non solo. Marco ha allargato i confini del suo sorriso raggiungendo anche il Medioriente: Bagdad, Egitto e soprattutto la Striscia di Gaza. Proprio nei giorni scorsi, al Pala incontri di Cenate Sotto, durante l’evento organizzato da Fim- Cisl Lombardia “Coloriamo il Presente, Disegniamo il Futuro”, ha dato avvio al dibattito con a tema la pace e la solidarietà dei popoli, raccontando anche la sua missione nella Striscia. Dopo aver giocato e colorato i volti dei bambini presenti, il Pimpa ha mostrato le immagini e i video raccolti la scorsa estate a Gaza, mentre si svolgeva l’operazione «Margine Protettivo».
L’arrivo del Pimpa a Gaza è stato segnato dall’incontro di Marco con i missionari del Verbo Incarnato in Giordania, 8 anni fa. Con loro, prima della Primavera Araba, ha lavorato in Egitto recandosi poi a Betlemme, in Cisgiordania. Da lì a Gaza il passo è stato breve (noi potremmo dire così, ma lui ricorda che per un italiano l’ingresso non è facile: serve l’aiuto del Vaticano). La conoscenza di Padre Jorge, missionario argentino dell’ordine del Verbo Incarnato, ha segnato la sua futura e puntuale presenza a Gaza. Proprio nella Striscia di Gaza esiste una comunità di 120 cristiani cattolici ed è qui che il Pimpa si reca due volte l’anno: in estate e a Dicembre per Natale.
«L’oratorio che abbiamo aperto nella comunità a Gaza funziona molto bene – racconta Marco -. Durante il periodo di Natale, una festa molto sentita e partecipata anche dalla comunità cristiana ortodossa, organizziamo numerosi eventi ed è sempre una gioia tornare a Gaza.»
Gli eventi della scorsa estate però hanno messo in difficoltà la Striscia e anche per il cloun non è stato facile sorridere. «L’ultima azione bellica “Margine Protettivo” ha causato la morte di moltissime persone, ancora più di “Piombo Fuso” –spiega il Pimpa-; il problema più grave è costituito dal livello di distruzione che l’operazione ha lasciato dietro di sé. Gaza è un cumulo di macerie, case abbandonate, scuole distrutte. Durante i primi giorni dell’attacco nei pressi dei villaggi lungo il confine, circa 300.000 cittadini Gazawi si sono spostati verso l’interno. Immaginate il disagio. Adesso molte persone vivono ancora nelle scuole, oppure nelle case rimaste in piedi. Se un piano di una casa è sopravvissuto all’attacco, è facile che una o più famiglie ci abitino, nonostante il resto dell’edificio sia in pessime condizioni».
La preoccupazione più grande di Marco però sono ovviamente i più piccoli. «I bambini sono abituati alla guerra, anche durante i periodi di relativa pace una bomba al giorno cade –sorride amaramente-. Margine Protettivo ha messo a dura prova la condizione psicologica dei bambini. Dopo 50 giorni di continui bombardamenti e distruzione li ho trovati distrutti, moralmente e psicologicamente. Molti si sono chiusi nel silenzio, hanno perso i capelli, sono sciupati, gli occhi vuoti. Il livello di stress è altissimo».
La guerra della scorsa estate, racconta, è stata combattuta su entrambi i fronti sia a livello fisico che mediatico. Ma il Pimpa spiega che lui si schiera solo da una parte: quella dei bambini. «È importante che questi bambini tornino a sorridere. Per questo quando vado a Gaza cerco di insegnare agli adulti l’attività di clown, perché si crei una rete di giovani e adulti che prestino attenzione ai più piccoli. Già in oratorio ci sono dei ragazzi che si cimentano nell’arte del clown, anche in ospedale.»
Il prossimo obiettivo del Pimpa è l’Iraq, «se arrivano i permessi» sottolinea lui. Nel frattempo potete trovarlo tra le scuole italiane e in numerosi eventi sul territorio lombardo. Per scoprirli seguite la sua pagina facebook Claun il Pimpa oppure visitate il sito www.ilpimpa.it. Il Pimpa fa parte anche della fondazione Mago Sales, con cui raccoglie fondi per il progetto Emergenza Gaza.

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