Preadolescenti: su la testa! A Trescore e Chiuduno corsi vicariali per i catechisti

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«Preadolescenti: su la testa!». Due vicariati e un nuovo cammino per creare un villaggio intorno ai ragazzi che vivono negli oratori, per riunire sulla stessa strada genitori, catechisti, educatori, insegnanti, preti. La proposta, lanciata prima dell’estate dalla diocesi ha trovato come primi “pionieri” il vicariato di Calepio Telgate e il vicariato di Trescore ed è in pieno svolgimento a Trescore e a Chiuduno.
«La proposta – spiega don Emanuele Poletti, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dell’età evolutiva – nasce dalla constatazione che facciamo molto per gli adolescenti, mentre per i preadolescenti c’è poco, e si tratta di una fascia d’età delicata e fragile». Non sempre la gestione di avvità e rapporti educativi si rivela facile: «Ci sono esperienze – sottolinea don Emanuele – che oggi, di fronte a cambiamenti rapidi e profondi, faticano a rivisitarsi in modo adeguato, mancano educatori giovani. Da qui l’idea di dare vita a un percorso che potesse riunire intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno a che fare con questi ragazzi, anche in ambiti diversi». Si sono messi al lavoro per preparare questo itinerario diversi uffici diocesani: accanto all’Upee l’ufficio catechistico, quello liturgico, l’ufficio per la pastorale della famiglia, quello delle vocazioni e ancora il Centro missionario diocesano, la Caritas, il consultorio familiare, l’ufficio per la pastorale scolastica, il Csi. Un lavoro di squadra, insomma. Ogni percorso incomincia con due incontri introduttivi nei quali si traccia un ritratto dei ragazzi di oggi, declinato in cinque ambiti: famiglia, sport, oratorio, amici, scuola, e da punti di vista diversi. Da qui si snodano poi tre percorsi di approfondimento di tre incontri ciascuno, sulla fede, il servizio e i contesti di vita. Il primo percorso di approfondimento è affidato all’ufficio liturgico, all’ufficio catechistico e a quello delle vocazioni. Il secondo è curato dall’Upee (che si concentra sull’animazione, che «deve fare in modo di rendere i ragazzi protagonisti»), e poi mette al centro le proposte del Centro Missionario e della Caritas, il terzo, infine, pensato dall’ufficio famiglia, è rivolto di più ai genitori e si occupa della vita in famiglia e dell’apporto al processo educativo dello sport e della scuola. Alla fine si fa un incontro di sintesi tutti insieme. «Alla base non c’è l’idea di far formare le persone da esperti – sottolinea don Emanuele -, ma di creare una rete: se un proverbio africano dice che serve un villaggio per educare un bambino, noi cerchiamo di costruire questo villaggio, per sfuggire al rischio di andare ognuno per conto suo, come monadi non connesse, e di perdere così l’occasione di essere davvero comunità. È un modo di lavorare insieme per valorizzare al meglio tutte le risorse presenti su un territorio e dare la giusta importanza alla questione educativa». A Chiuduno questo percorso è collocato nell’ambito di un’offerta formativa più ampia dedicata ai catechisti e ha raccolto una cinquantina di partecipanti (anche non catechisti). A Trescore partecipano al percorso vicariale oltre 150 persone. I primi mattoni per villaggi che, ci auguriamo, allargheranno orizzonti e reti.

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