La pulce nell’orecchio/Sassuolo-Atalanta 0 – 0. Il peggio del peggio

0

Sassuolo e Atalanta 0-0. Come Torino-Atalanta di settimana scorsa, quanto a risultato e filosofia di gioco. Gara esteticamente orrenda, il peggio del peggio. Con l’aggravante che ci si sono messi d’impegno anche i padroni di casa pur di far morire di noia i poveri spettatori. Invece, a Torino, di fronte all’Atalanta che pure aveva alzato le barricate, i granata almeno avevano provato a combinare qualcosa. Nel primo tempo, gli emiliani – che l’anno scorso s’erano sorprendentemente presi tutti i sei punti in palio – non sono mai riusciti a passarsi la palla tre volte di seguito. I nerazzurri ne hanno approfittato, comandando a tratti apparentemente le operazioni. Anche se senza creare il minimo pericolo. Dopo l’intervallo, s’è visto qualcosa di più dà entrambe le parti, palo di testa colpito da Raimondi compreso, ma insomma non si dica che quest’ultima occasione vale per urlare al mancato successo.

Maxi Moralez, re dei palleggiatori, il migliore dei nerazzurri. Questa constatazione, senza nulla togliere all’argentino, spiega che partita è stata. Virtuale. Gara piena di tiri da lontano. Quasi come se sin dall’inizio ad entrambe le squadre andasse bene il pareggio a reti bianche. Inutile proseguire nel commento. Resta da aggiungere che Colantuono ha schierato Benalouane (ammonito dopo pochi minuti), Stendardo, Cherubin e Drame’ in difesa, con Baselli regista e Migliaccio a centrocampo, aiutati sugli esterni da Raimondi e Molina. Poi Maxi in giro per il campo e Denis. Quest’ultimo s’è fatto notare per un colpo di testa in tuffo, ma non per far gol nell’area avversaria bensì per liberare da un corner nella propria.

Continua il digiuno del bomber solitario. Cioè lasciato solo dal resto della squadra. Più che digiuno, una specie di sciopero della fame, in attesa che qualcuno ogni tanto l’accompagni con convinzione nella fase offensiva. Rimangono tali e quali pure i soli quattro gol in undici partite segnati finora dell’Atalanta. A livelli d’eccellenza, se non è un record mondiale poco ci manca. A questo punto, l’attesa è un tutta volta a quando sarà possibile affrontare una partita di calcio non solo con le armi della grinta e del cuore ma anche confidando in un progetto di gioco. Pazienza, ragazzi. Ora c’è la sosta. Servirà per chiarirsi le idee, prima d’affrontare la Roma?

Share.

Lascia un commento