Atelier dell’errore: nelle mani dei piccoli non ci sono sbagli ma solo mondi meravigliosi

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Costruire sull’errore un meraviglioso metodo di lavoro. Aiutare i bambini a far uscire le storie che stanno dentro di loro attraverso il disegno, le forme artistiche che loro stessi producono. È questo quello che fa l’ Atelier dell’Errore, onlus che da tredici anni opera a Reggio Emilia (grazie alla collaborazione con la locale AUSL) e che è al terzo anno di attività anche a Bergamo. «I nostri laboratori di arti visive a Bergamo – spiega Luca Santiago Mora, che è l’ideatore e l’anima dell’Atelier – sono dedicati ai bambini che si trovano in cura presso il reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, e vengono proposti fuori dall’ambiente ambulatoriale. Con loro disegniamo esclusivamente animali, per aiutare i bambini a non perdersi nelle innumerevoli tentazioni della loro immaginazione ma anche perché tra bambini e animali esiste una specie di affinità elettiva. Con i disegni escono le storie che stanno dentro i bambini, le creature che disegnano portano sulle loro spalle le loro storie». Così tante storie, così tanti animali da permetter di creare un vero e proprio atlante speciale, l’Atlante di Oltrezoologia. «A Bergamo quest’anno – continua Mora – siamo riusciti a riproporre il laboratorio grazie al sostegno del Comune, che ci mette a disposizione la sala dove poter tenere gli incontri (il Geolab del Museo di Scienze), l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, che indirizza ai nostri laboratori i piccoli ospiti, il Rotary Club Bergamo Ovest, la Fondazione Comunità Bergamasca e la Comac – Kegging & bottling plants, che ci sostengono da qualche anno». Gli incontri, iniziati a settembre, dureranno per tutto l’anno scolastico. Suddivisi in tre turni pomeridiani il giovedì, i bambini hanno la possibilità di esprimersi liberamente seguendo le linee guida, gli stimoli forniti dal personale e dall’eccezionalità delle collezioni e dei reperti che sono a disposizione nel Museo. L’attività, iniziata negli anni scorsi con la rappresentazione dello splendido esemplare di Cervus acoronatus (le cui rappresentazioni hanno anche dato vita a una pubblicazione intitolata “Cervus, cervia, cerviae”), ha poi toccato l’anno scorso il tema dello pterosauro simbolo del museo e dei dinosauri. Con un piccolo aiuto i bambini esplorano e disegnano animali che vengono da mondi lontani, mai visti, mai rappresentati prima, superando le proprie convinzioni del “non poter disegnare” e alla fine facendosi trasportare dal cuore e dai nervi, con poche regole di riferimento. Perché sull’errore si può fondare un mondo meraviglioso.

Per conoscere la storia e le attività dell’Atelier:

 

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