Dino Buzzati e i sette messaggeri: in scena il viaggio come metafora della vita

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Il viaggio come metafora dell’esistenza e del suo mistero, attraverso le parole di Buzzati: è questo il filo rosso di «Dino Buzzati, i sette messaggeri», terzo appuntamento della rassegna delle Città Invisibili, promossa da Fondazione Bernareggi e Festival della Cultura Bergamo, con la direzione artistica di Maria Grazia Panigada, Tramite Teatro. L’appuntamento è fissato per giovedì 11 dicembre alle 21. Sul palcoscenico Gabriele Vacis e Roberto Tarasco.
Come di consueto la serata scava in filigrana in un testo, raccogliendone le provocazioni, attualizzandole: «il modo con cui Dino Buzzati ha raccontato il mondo e la vita – leggiamo nella presentazione dello spettacolo – è stato definito realismo magico. Sotto la sua penna di uomo non credente la realtà appare nel suo lato enigmatico, intrisa di domande e di indizi, abitata da un senso che può essere solo oggetto di racconto. I sette messaggeri è uno dei più bei racconti di Buzzati in cui il viaggio è ancora una volta metafora dell’esistenza e del suo mistero. Gabriele Vacis e Roberto Tarasco lo raccontano provando a farlo diventare un viaggio del tutto attuale per l’ascoltatore e il lettore di oggi. Il racconto, ambientato in un regno immaginario, narra di un principe che intraprende un viaggio per cercare di raggiungere i confini delle terre del Re, suo padre. Porta con sé sette messaggeri per poter comunicare con i suoi cari, ma, a causa della distanza sempre maggiore, le notizie impiegano sempre più tempo ad arrivare a destinazione». Il racconto si trova nell’omonima raccolta I sette messaggeri, e viene pubblicato da Mondadori nel 1942. Parte di questi racconti sono stati poi raccolti in Sessanta racconti e ne La boutique del mistero.
Gabriele Vacis, regista e autore di teatro, è tra i fondatori della Cooperativa Laboratorio Teatro Settimo . Dal 2008
dirige il progetto TAM (Teatro e Arti Multimediali) con il Palestinian National Theatre a Gerusalemme e il
progetto La paura siCura che coniuga teatro, cinema e nuovi media. Attualmente è direttore artistico dei
Teatri di Reggio Emilia. Roberto Tarasco, regista, light designer, scenografo ed esperto musicale negli ultimi anni ha curato gli allestimenti (scenofonia) per Eugenio Allegri, Natalino Balasso, Alessandro Baricco, Enrico Bertolino, Lella Costa, Laura Curino, Arnoldo Foà, Valeria Moriconi, Marco Paolini, Valerio Binasco. È stato fondatore e direttore
organizzativo di Laboratorio Teatro Settimo. Collabora stabilmente alla messinscena degli spettacoli diretti
da Gabriele Vacis, fra cui si ricordano la realizzazione di Totem con Alessandro Baricco, le cerimonie di
apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino e dei Giochi Paraolimpici, l’allestimento di Zio Vanja, I Rusteghi
e La bellezza salvata dai ragazzini per il Teatro Stabile di Torino. Attualmente sta lavorando alla creazione del College Acting, pedagogia della scena, per la nuova Scuola Holden di Torino. È direttore artistico del Teatro Sociale di Valenza.

Qui sotto in un breve filmato Gabriele Vacis presenta lo spettacolo.

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