La madre assassina. Una sola colpevole e tutti gli altri innocenti

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Foto: Veronica Panarello, mentre esce dalla questura di Ragusa, accompagnata da familiari.

Ormai è sicuro. Veronica Panarello ha ucciso il piccolo Loris, suo figlio. Per la verità non si è formalmente sicuri: l’interessata non ha ancora confessato. Per ora ci sono soltanto i – molti, troppi – indizi che si sono accumulati contro di lei. Ciononostante, tutti sono sicuri. Sono sicuri quelli di Santa Croce Camerina, il paese dove Veronica vive, sono sicuri quelli che hanno gridato “vergogna” all’uscita della Panarello dalla questura di Ragusa, sono sicure la detenute che hanno accolto la nuova inquilina con grida ostili. Tutti sicuri. E probabilmente hanno ragione.

UNA STRANA FRETTA

Tuttavia, la fretta con la quale si è decretato lo stato infamante di Veronica Panarello è straordinariamente rivelatrice. Anche stavolta succede che un delitto infamante fa apparire inezie tutte le altre piccole e grandi colpe. Di fronte a un lupo tutti si sentono agnelli. Ma la verità è che nessuno è agnello. E il lupo non è soltanto lupo. Veronica ha avuto una vita molto complicata. La sua famiglia di origine ha molti problemi. Lei, in tutta evidenza, è l’anello debole. Adesso è diventata madre assassina. Ma prima è stata – in qualche modo – assassinata lei. Ora ci sarebbe solo da fermarsi e da piangere. E invece no, si grida e si accusa. Diciamolo in altri termini. Questi fattacci contribuiscono in maniera decisiva a estenuare il senso morale della gente. Invece di assumersi le proprie responsabilità e il proprio male, lo si si butta addosso agli altri.

UN NUOVO VANGELO. APOCRIFO

Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, dice Gesù agli accusatori che hanno “beccato” la donna in flagrante adulterio. Tutti se ne vanno “cominciando dai più vecchi”, racconta il Vangelo di Giovanni. Di quel brano famoso ci è giunta una nuova versione. Hanno portato davanti a Gesù una donna che ha ucciso il suo bambino. Gesù la guarda in faccia con uno sguardo indagatore e accusatore. Poi si scosta e dice ai presenti, che si sono disposti in cerchio attorno alla donna: «Questa donnaccia ha commesso una colpa gravissima e merita di avere lei quello che inferto al suo bambino. Tirate i sassi, ma mi raccomando, mirate bene».
Mi dicono trattarsi di un Vangelo apocrifo. Da studiare chi lo ha scritto e quando. Chiederemo lumi a Dan Brown. Ma qualcuno ha già avanzato l’ipotesi che non sia molto antico.

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