Santa Lucia con i volontari dell’Abio è arrivata anche all’ospedale Papa Giovanni XXIII

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Santa Lucia è arrivata anche all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, ed è stata, anche per i piccoli pazienti dei diversi reparti, una festa davvero magica e allegra con musica, luci e piccoli doni. Ci hanno pensato, anche quest’anno, i volontari dell’associazione Abio (Associazione bambini in ospedale), che si occupano di rendere migliore la vita dei piccoli pazienti, con tante iniziative di gioco, di animazione, di supporto alle terapie, di aiuto alle famiglie. L’associazione Abio è nata a Milano alla fine degli anni Settanta e oggi conta una settantina di sedi in tutta Italia, compresa quella di Bergamo.
Dalla segretaria generale della sede locale dell’associazione Pamela Mutti riceviamo e volentieri pubblichiamo il racconto della storia della festa di Santa Lucia all’ospedale di Bergamo, che è diventata da oltre trent’anni una bella tradizione: «Siamo nel 1980: la Chirurgia Pediatrica ha trovato la sua collocazione negli spazi al piano terreno del padiglione materno infantile degli Ospedali Riuniti, e per la prima volta, nella sera della vigilia, si festeggia Santa Lucia.
Il giovane primario dottor Giuseppe Locatelli ha coinvolto medici ed infermiere del reparto e della sala operatoria in un impegno febbrile: si raccolgono giocattoli, si appronta l’abito per la Santa, si invitano le gentili signore a cucinare torte (quante torte ha preparato la signora Isa Locatelli?). La festa è anche momento conviviale di incontro per chi lavora in reparto.
Così è iniziata la tradizione di una festa di famiglia: per i bambini degenti in primis, e poi per i figli di medici e infermiere, che, per una volta, venivano a vedere dove lavoravano papà e mamma. Conclusa la distribuzione dei doni nelle camerette, ci si riuniva nella biblioteca dei medici dove la maestria del chitarrista dottor Fabrizio Alebardi animava canti gioiosi.
Un anno ci fu anche l’intervento straordinario di un asinello col suo carretto carico di doni, organizzato dall’anestesista dottoressa Galliani, con i bambini che applaudivano dietro le finestre, in braccio ai genitori.
Nel corso degli anni la festa si è arricchita di luci, di musica, di aspetti coreografici, di partecipazione.
Al suono del campanellino che precede la Santa al suo ingresso nei reparti con il corteo di angeli e di carrelli colmi di giocattoli, si spengono le luci e si accendono i flambeaux, oggi sostituiti da lanterne a pila.
Queste luci soffuse illuminano i volti radiosi dei bimbi in attesa, mentre si diffondono le note melodiose dei canti.
La musica e il canto hanno sempre scandito il ritmo della festa: all’inizio era il coro delle infermiere con canti natalizi, oggi il Piccolo Coro di voci bianche di Monterosso, diretto da Silvana Conversano. La loro esibizione in costume di canti per i bambini è sempre stata apprezzata da grandi e piccoli.
Dopo il trasferimento nel nuovo Ospedale Papa Giovanni XXIII, il coro è affiancato da due giovani violinisti per rendere più snelli gli spostamenti nei vari reparti, che risultano distanti fra loro.
Ormai la festa è stata estesa a tutto l’ambito pediatrico, dalla Terapia Intensiva alla Cardiologia- Cardiochirurgia, alla Pediatria, nei Trapianti e nelle Chirurgie Specialistiche.
Le Volontarie di Abio Bergamo – Associazione per il bambino in ospedale – dal 1997 si sono assunte l’onere organizzativo, predisponendo un giocattolo per ogni bimbo, tutti gli aspetti coreografici, la musica e il rinfresco finale. Perché, per noi di Abio, è sempre la festa di famiglia». Per informazioni sull’associazione: www.abiobergamo.org, tel. 035 2678052, e-mail: info@abiobergamo.org.

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