Un’antica danza, preghiera, festa: la comunità filippina si prepara al Sinulog

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Oltre 1.500 persone: la comunità cattolica filippina a Bergamo è folta, vivace e molto unita e tiene vive le tradizioni del Paese d’origine. Tra esse, per esempio, il Sinulog, un festival religioso: per la prima volta il 25 gennaio si svolgerà a Bergamo e per partecipare arriveranno filippini da tutta Italia.
Nell’arcipelago asiatico, che in questi giorni attende con trepidazione la visita del Papa, la manifestazione viene celebrata ogni anno a Cebu, in onore del patrono della città che è appunto il Santo Nino (il Bambino Gesù). In Italia questo festival religioso si svolge ogni due o tre anni, ogni volta in una località diversa.
Sarà una festa allegra, colorata e suggestiva, che si snoderà dal centro di Bergamo, a partire dalla basilica di Sant’Alessandro in Colonna, e fino al Patronato San Vincenzo. I filippini si sposteranno per le strade danzando. Due passi avanti e uno indietro: un movimento che ricorda il moto del fiume, e che commemora l’avvento del Cristianesimo nelle Filippine con lo sbarco nel 1521 di Ferdinando Magellano. E’ dunque una danza antica quella che eseguiranno i migranti filippini residenti in tutta l’Italia (e qualcuno probabilmente verrà perfino dall’estero) a danzarla per le vie di Bergamo, portando un pezzo delle Filippine e della spiritualità asiatica qui da noi. “Il Sinulog è un evento molto importante – spiega don Ronnie, che è stato cappellano della comunità a Bergamo fino all’ottobre scorso, quando si è trasferito a Verona – i preparativi sono iniziati da tempo, quasi da due anni”. La celebrazione della Santa Messa, in Sant’Alessandro in Colonna, sarà presieduta dal cardinale di Cotabato (Filippine) S.E. Orlando Quevedo. A seguire, per le vie del centro sino al Patronato San Vincenzo, la processione danzante. Una volta giunti al Patronato ci sarà il concorso di balli tradizionali filippini. E’ attesa la partecipazione di almeno 1.500-2.000 persone da tutta Italia, senza contare tutti i curiosi che vorranno assistere al Sinulog lungo il percorso cittadino.
L’iniziativa è organizzata dalla comunità filippina in Bergamo con la collaborazione dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti della diocesi e il supporto dei cappellani filippini del nord Italia.
Questa è un’attività straordinaria, ma la comunità filippina è in generale molto attiva, come spiega don Massimo Rizzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dei migranti:”Tutti sono molto impegnati con il lavoro ma poi sono anche pronti a sacrificarsi e a darsi da fare per la parrocchia”. Ci sono il consiglio pastorale, tre cori, gruppi di animazione liturgica e di preghiera, il gruppo “Couples for Christ”, che promuove attività rivolte in particolare alle famiglie, il “Servitium caritatis” che si impegna in iniziative di solidarietà, rivolte in particolare ai filippini in difficoltà: c’è stata per esempio di recente una raccolta di fondi a sostegno dei progetti messi in atto dalla Caritas per aiutare le popolazioni colpite dal tifone. Ogni domenica (tranne la prima del mese) la comunità si ritrova per la Messa nella chiesa di San Giorgio dei Gesuiti (angolo tra via Paleocapa e via Quarenghi).
Una volta al mese la comunità cattolica filippina, seguendo l’indicazione dell’ufficio diocesano dei migranti, si sposta nelle parrocchie e propone delle attività di animazione: gli ultimi incontri si sono svolti a San Paolo d’Argon, Cividino e Calcinate. Di solito c’è una celebrazione eucaristica animata da loro, un pranzo insieme, e nel pomeriggio alcuni spettacoli. “E’ un modo – sottolinea don Rizzi – per promuovere la conoscenza reciproca e l’integrazione, e sensibilizzare le parrocchie invitandole all’incontro con i migranti”. Un incontro vero, personale, che scacci diffidenza e paura.

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