LC a Longuelo: come costruire un giornale di comunità

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Longuelo Comunità non è il classico bollettino parrocchiale. È qualcosa di più. Lo si capisce subito, basta leggere il sottotitolo sulla copertina di ogni numero: «periodico della comunità cristiana per il quartiere». Un giornale a tutti gli effetti e, come tale, vuole essere riconosciuto: un periodico che esce con cadenza mensile, con una redazione – che conta una dozzina di unità – che si riunisce due volte al mese presso l’accogliente casa del parroco, don Massimo Maffioletti, ormai diventata sede fissa del gruppo di lavoro.
La conferma che LC (sigla che abbrevia il nome del periodico) è qualcosa di più di un semplice bollettino, arriva dall’alto, più precisamente dalla Segreteria del Vaticano che, in risposta ad un numero – quello del Natale 2013 – inviato a Papa Francesco, ha definito LC come “Giornale di Comunità” (con la G maiuscola).
«Longuelo Comunità nasce nella Pasqua del 2009 quando abbiamo deciso di staccarci da L’angelo in Famiglia (mensile della diocesi di Bergamo ndr) per essere più autonomi, mettendo insieme una redazione e un progetto grafico serio, con l’inserimento di un dossier di approfondimento e di rubriche» ci racconta don Massimo, responsabile del periodico e aggiunge: «Inizialmente eravamo partiti molto bene. Oggi, purtroppo, siamo calati nel numero di abbonamenti, se pensi che Longuelo conta 5000 abitanti e arriviamo a circa 500 abbonati. Sembra che il giornale sia considerato “troppo difficile” e “troppo politicamente schierato” dalla comunità che dunque non si riconosce in esso». A questo va aggiunto che il mensile esce senza pubblicità – a differenza di altri bollettini – ma con il contributo di alcuni privati.
Come ogni giornale che si rispetti, anche LC ha una linea editoriale. Ce ne parla sempre don Massimo: «L’obiettivo è quello di dare voce e corpo alla riflessione pastorale di una comunità cristiana che si interroga sul cosa voglia dire essere cristiani oggi. Il giornale, fatto da cattolici ma non solo per i cattolici, vuole essere una grande agorà dove i cittadini possono incontrarsi in un continuo scambio di idee e opinioni». Chi legge il periodico può facilmente accorgersi come le notizie si snodino lungo due, grandi binari, come ci conferma Maffioletti: «Da una parte si vuole mettere in luce l’idea che i cristiani stanno nel mondo e si occupano dei temi dell’uomo, condividendone la stessa sete di giustizia, pace e fraternità: citando Terenzio potremmo dire che “Nulla di ciò che è umano ci è estraneo”. Dall’altra si vuole raccontare come la comunità cristiana agisce sul territorio, aiutando nella costruzione di quel bene comune che è la città. In definitiva, il giornale della comunità è uno strumento pastorale che riflette la predicazione, ospita le voci dei gruppi e le iniziative del quartiere».
Ma cosa vuol dire fare parte di una redazione come quella di LC? Lo chiediamo a Monica Ferrante, da diversi anni collaboratrice del periodico: «E’ una bella esperienza di vita comunitaria, che va oltre il cercare di “confezionare” un prodotto cartaceo valido e piacevole da leggere. Il lavoro di redazione è un momento di confronto su temi, talvolta molto complessi, che la cronaca quanto la vita stessa ci offrono quotidianamente. Cerchiamo sempre di non limitarci ad un puro resoconto né di autocelebrarci come parrocchia che “fa tante cose”, provando a mettere a fuoco quegli aspetti che meritano di essere ulteriormente approfonditi».
Dallo scorso dicembre, Longuelo Comunità ha adottato una nuova veste grafica, passando da 32 a 24 pagine (i famosi tagli alla cultura non risparmiano neanche i periodici della comunità) con articoli più brevi ma più ficcanti all’insegna di una riflessione seria e più ampia: «La gente non ha più voglia delle “cose da oratorio” – conclude don Massimo –. I bollettini non funzionano perché sono un’idea superata, un’idea che si limita a raccogliere la vita associativa di una comunità. Ma se il cristianesimo è una visione della vita, allora i cristiani devono essere aiutati nella costruzione di un pensiero e di uno stile di riflessione».
Copertina LC

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