La pulce nell’orecchio/Genoa – Atalanta 2-2. Qualcosa di buono e di nuovo

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Foto: una veduta dello Stadio di Marassi

Gara divertente, emozionante e in bilico fino all’ultimo, come non sempre accade. Uno dopo l’altro i colpi di scena. Basti sapere che l’Atalanta, sul 2-0 a inizio ripresa, avrebbe probabilmente vinto, se non avesse permesso ai liguri di tornar subito sotto con un rigore del sempre troppo istintivo Benalouane. E ancora: il pareggio definitivo dei padroni di casa, al 24′ s.t., è giunto con un improvviso capovolgimento di fronte 30 secondi dopo un gol fallito da Moralez e sventato dal portiere rossoblu Perin. Il risultato può comunque considerarsi giusto. Il Genoa, in base al suo dna di squadra offensiva, ha complessivamente creato di più. Ma i nerazzurri, tonici fisicamente e perfetti nella fase difensiva, hanno saputo colpire con freddezza sfruttando le ripartenze e, infatti, con maggiore cinismo – s’è già detto – avrebbero pure potuto chiuderla.

Insomma questo punto di Marassi vale ben di più rispetto ai precedenti pareggi di Torino, Sassuolo ed Empoli. Atteggiamento diverso. Resta da capire fino a che punto la metamorfosi sia dipesa dalle amnesie della formazione avversaria. Il Genoa, già poco propenso a difendersi per natura, ha preso atto nella mezz’ora iniziale che l’Atalanta stava tutta raccolta indietro come al solito, sicché ha abbandonato completamente le più elementari precauzioni. Ed è bastato un precisissimo lancio di Baselli a Zappacosta, da poco trasferitosi dalla fascia destra a quella sinistra, per consentire a quest’ultimo la conclusione vincente (primo tiro in porta dei nerazzurri, al 37′). La prestazione atalantina da quel momento è cresciuta e all’attenzione d’inizio gara si sono aggiunti coraggio e anche qualche buona trama, costruita verticalmente negli spazi.

A Genova, in definitiva, è tornata vincente la teoria di Colantuono, il cui calcio s’interpreta non lasciando giocare l’avversario in attesa di capitalizzarne il primo errore. Per questa tattica il tecnico giudica ideale il 4-4-1-1 schierato a Marassi rispolverando capitan Bellini terzino destro, con Zappacosta esterno alto. E Moralez alle spalle di Denis, in attesa del neo acquisto Pinilla. Però Denis e Pinilla insieme cambierebbero le carte in tavola e dunque questa osservazione fa parte di una prossima evoluzione da scoprire. A parte i soliti Stendardo e Sportiello, che in extremis ha salvato il risultato, proprio Bellini, Zappacosta e Moralez sono stati fra i migliori. Decisiva la prova di Baselli, autore di entrambi gli assist da cui i gol. Denis, invece, pur generosissimo e prezioso nei ripiegamenti sulle palle ferme avversarie, ha faticato ancora nella fase offensiva.

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