#Rampafò: a Verdellino-Zingonia un giornale dà la sveglia ai giovani

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#Rampafò: è un invito, anche un po’ rude, a muoversi, a “tirarsi fuori”. Ci sta bene come titolo dell’inserto giovanile del «Germoglio», il bollettino parrocchiale dell’unità pastorale di Verdellino-Zingonia. Non solo un giornale, ma un gruppo di giovani che si ritrovano, si confrontano, si scambiano pensieri e che hanno un sogno: «Dare una piccola scossa ai nostri coetanei – come spiega uno dei giovanissimi giornalisti, Francesco, 20 anni, studente di psicologia – e spingerli a partecipare più attivamente alla vita della comunità».

Don Francesco Sanfilippo, curato dell’oratorio, presentando la nuova iniziativa, che ha debuttato sul numero di dicembre, ha parlato di «desiderio di brillare»: #Rampafò, tirarsi fuori, è importante perché «il pericolo più grande per il presente quanto per il futuro non è scegliere di schierarsi per qualcuno, ma restare indifferenti. In altre parole l’amico peggiore è l’apatia, ossia l’indifferenza nei confronti di ciò che ci circonda. A noi non piacciono i giovani apatici: anzi, siamo convinti che non ne esistano perché è da giovani sognare, pensare in grande e provare emozioni». Don Francesco parte dal presupposto che il pensiero dei giovani gli sta a cuore, e non solo a lui ovviamente, ma a tutta la comunità: «A noi piacerebbe sapere “cosa ne pensi” in merito alla società in cui vivi, in merito al lavoro, in merito alle situazioni che riguardano il paese dove abiti, in merito alla famiglia, in merito al tuo futuro, in merito alla fede». Nasce da qui un inserto aperto ai contributi della redazione (una dozzina di persone, compresi il don e un educatore tra i sedici e i vent’anni) che si è già formata e di tutti i giovani che vorranno aggiungersi nel tempo: è un progetto aperto, mobile, come è giusto che sia un’iniziativa di questo genere. #Rampafò, sottolineano i ragazzi, non è solo un hashtag come gli altri.

«Dobbiamo avere il coraggio di andare controcorrente mettendoci in gioco con la nostra opinione, senza aver paura di ritrovarsi soli con i propri ideali» scrivono Inchiostro Bianco, Joy e PostScriptum nell’editoriale di apertura. Nell’inserto tante rubriche fresche fresche: si parla delle iniziative dell’oratorio e di quelli vicini, ci sono gli #sguardincrociati che mettono a confronto interviste a nonni e nipoti, perfino #ilpoltrone che va controcorrente e spiega i pregi della pigrizia. E poi i tweet dei ragazzi della comunità a @Rampafò e molto altro ancora. «La mia partecipazione è nata da una chiacchierata con don Francesco – spiega ancora Francesco –. Volevamo trovare un modo per avvicinare i ragazzi della comunità alle attività e iniziative rivolte a loro. Abbiamo notato un’apatia generalizzata e ci è sembrata un po’ triste. Nel nostro paese ci sono ragazzi di tante nazionalità diverse. Riescono nella maggior parte dei casi a superare le differenze di cultura, di tradizione, di religione, ma rimangono comunque immersi in questo clima di inerzia. Ci piacerebbe provare a cambiare le cose. Per me è la prima esperienza di scrittura e mi piace molto. Ci troviamo una o due volte al mese, ora stiamo mettendo mano al secondo numero, cercando di lavorare per migliorare. Alla gente non è sfuggito che si tratta di qualcosa di diverso: tutto colorato, con uno stile particolare, scritto da ragazzi. Abbiamo scelto di firmare gli articoli con degli pseudonimi, pseudonimi un po’ per creare curiosità e un po’ per aiutare i più timidi a buttarsi. L’accoglienza per ora è stata buona, vediamo come va».

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