San Francesco di Sales: il vescovo incontra giornalisti e operatori parrocchiali della comunicazione

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Sabato 24 gennaio è la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Per questa ricorrenza ogni anno incontra coloro che sono impegnati nel mondo della comunicazione in diverso modo: giornalisti, uffici stampa, relazioni istituzionali, web manager, operatori della carta stampata, della TV, della radio, del web. Quest’anno l’invito è allargato anche agli operatori pastorali della comunicazione che si occupano dei bollettini particolari e siti web delle parrocchie.

La giornata incomincia alle 10, nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Bergamo, con la celebrazione della Messa, presieduta dal vescovo Francesco Beschi.  Alle 11, poi, nell’adiacente Teatro delle Grazie, ci sarà una tavola rotonda nella quale il vescovo, con i direttori dei competenti uffici della Curia Diocesana, affronterà alcuni temi di particolare interesse nell’attuale contesto socio-culturale: Expo, Lavoro, Famiglia, Immigrati.

San Francesco di Sales, nacque il 21 agosto 1567 in Savoia nel castello di Sales presso Thorens, appartenente alla sua antica nobile famiglia. Ricevette sin dalla più tenera età un’accurata educazione, coronata dagli studi universitari di giurisprudenza a Parigi e a Padova. Ritornato in patria fu nominato avvocato del Senato di Chambéry. La scoperta della vocazione sacerdotale deluse le aspettative paterne. Visti gli scarsi frutti che ottenuti dal pulpito, si diede alla pubblicazione di fogli volanti, che egli stesso faceva scivolare sotto gli usci delle case o affiggeva ai muri, meritandosi per questa originale attività pubblicitaria il titolo di patrono dei giornalisti e di quanti lavorano con i mezzi di comunicazione sociale. Stabilitosi a Ginevra, mentre imperversava la Riforma calvinista, il suo costante pensiero era rivolto alla condizione dei laici, preoccupato di sviluppare una predicazione e un modello di vita cristiana alla portata delle persone comuni, immerse nella difficile vita quotidiana. Proverbiali divennero i suoi insegnamenti, pervasi di comprensione e di dolcezza. “Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore”: in questa affermazione di Francois de Sales sta il segreto della simpatia che egli seppe suscitare tra i suoi contemporanei. I suoi sforzi pastorali gli meritarono la nomina a vescovo di Ginevra già nel 1599, a trentadue anni di età e dopo soli sei anni di sacerdozio. Francesco di Sales a ragione può essere considerato padre della spiritualità moderna e uno dei principali rappresentanti dell’umanesimo devoto. Fu un Vescovo santo, innamorato della bellezza e della bontà di Dio. Al suo nome si sono ispirate parecchie congregazioni religiose, tra le quali la più celebre è indubbiamente la Famiglia Salesiana fondata da San Giovanni Bosco.

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