Gli occhi di Vanessa e Greta. E la speranza di un mondo più umano e fraterno

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di don Gianni Gualini, parroco di Lurano, sul ritorno a casa delle due giovani cooperanti rapite, Vanessa e Greta.

Vanessa e Greta sono tornate a casa. E’ una bella notizia. Per tutti!

Le fotografie scattate a queste due ragazze al momento del loro arrivo in aeroporto di Roma mi hanno colpito. Soprattutto il loro sguardo, i loro occhi. Non avevano un viso raggiante e di posa con occhi che ammiccano come quelli delle attrici del red carpet ma un viso timido e gli occhi abbassati, pudichi, stanchi, sfuggenti anche se “finalmente” quieti.

Cosa avranno visto quegli occhi? Cosa e come avranno comunicato con i loro occhi ai loro sequestratori? Come guarderanno d’ora in poi la loro vita dopo questa esperienza così provata? Che sguardo avranno su di noi, sulla loro famiglia, gli amici, il nostro paese, il mondo? Come guarderanno i giovani che conoscono e continueranno ad incontrare? Come penseranno di essere guardate da noi italiani che siamo stati coinvolti nella loro avventura? Che prospettive avranno sul loro futuro?

Quegli occhi interpellano anche noi e valgono più di ogni articolo di specialista, psicologo, giornalista specialista o d’opinione.

Ora vogliamo custodire questi sguardi e i loro volti in silenzio. Le accogliamo così facendole sentire a casa, senza giudicare, senza voler sapere, senza indagare sulle loro intenzioni…

Poi, se vorranno, saranno loro a raccontare.

A noi ora basta sapere che sono tornate a casa, che stanno bene e ci auguriamo che riprendano presto a sorridere e sognare con coraggio al loro futuro e ad un mondo più umano e fraterno.

 

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