A Bergamo Vera Baboun, la prima donna sindaco di Betlemme

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Arriva a Bergamo la sindaco di Betlemme, Vera Baboun. Sarà un incontro speciale, promosso nell’ambito del Progetto Terra Santa 2015 delle Acli provinciali di Bergamo. Vera Baboun era già attesa l’autunno scorso, poi per impegni istituzionali fu costretta a rimandare la visita nella nostra città.
L’appuntamento è per mercoledì 4 marzo, ore 20.45, presso il cinema Conca Verde di via Mattioli 65, nel quartiere di Longuelo. Vera Baboun è la prima donna a ricoprire la carica di sindaco della città di Betlemme. Il 92% dei cristiani e musulmani che abitano a Betlemme l’ha voluta come amministratrice e rappresentante politico. È la prima donna cattolica a occupare un posto così alto nei ranghi governativi dell’autorità palestinese. Fino al 2012 era preside della scuola di Beit Sahour e docente di letteratura americana all’Università di Betlemme. Si è impegnata in politica per i suoi cinque figli. Vuole per loro un futuro diverso, di pace e convivialità. Lo vuole per i suoi figli e per quelli dei musulmani e degli ebrei, per la Palestina e per Israele. Sa che il messaggio di pace che parte da Betlemme potrà raggiungere tutto il mondo. Perché, scrive: “A Betlemme, nonostante le difficoltà, abbiamo l’obbligo di guardare al futuro con speranza”. Una speranza all’insegna della convivialità.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria su www.aclibergamo.it/progettoterrasanta/

IL PROGRAMMA

Vera Baboun sarà inoltre a Romano di Lombardia martedì 3 marzo, ore 20.45, presso la Sala della Comunità dell’oratorio San Filippo Neri (in via 25 Aprile 1), mentre alle 9 di mercoledì 4 marzo incontrerà gli studenti del liceo Falcone di Bergamo. In forma privata e istituzionale avrà un colloquio con il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e il presidente della Provincia, Matteo Rossi.
Attraverso queste iniziative, le Acli provinciali di Bergamo promuovono e supportano tre progetti di solidarietà internazionale in Palestina e nel Medioriente. Nello specifico si tratta del sostegno al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) a favore dei profughi iracheni e siriani, alla scuola parrocchiale di Gaza e a quella per i bambini beduini di Jahalin (vicino a Gerusalemme, ancora sotto il controllo dell’Autorità israeliana).
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