Caccia al Tes’Orto ad Astino, per scoprire un nuovo angolo d’Orto Botanico

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È stato un successo il primo appuntamento del progetto partecipativo Ada – A Disposizione dell’Allegrezza (dal nome della via che corre lungo la futura nuova sezione dell’Orto Botanico), davanti al monastero di Astino. Dalle 14 alle 17 circa si è svolta la «Caccia al Tes’Orto», organizzata dall’associazione «Pezze di Terra», con la partecipazione de «La scatola delle idee» e il gruppo di cittadini del quartiere «Vivere Longuelo».
150 persone tra bambini e famiglie, giovani e vecchi, partecipanti e curiosi hanno invaso l’appezzamento di terra triangolare dove l’Orto Botanico, l’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti e l’architetto paesaggista Paola Innocenti hanno spiegato il progetto della nuova sezione dell’Orto Botanico: «Una collezione di piante e ortaggi improntata a dar luce alla biodiversità», in programma per Expo ma che rimarrà successivamente fruibile come museo partecipativo alla comunità e ai turisti. La caccia al «Tes’Orto» ha fatto esplorare i vari angoli dell’appezzamento alle varie squadre,che si sono ritrovate a bere un sorso di tè pensando a cosa sarebbe piaciuto loro trovare in questo luogo in futuro e a disegnarlo o scriverlo. Un’esperta dell’Orto Botanico ha svelato la flora del posto, raccontando le origini e le caratteristiche di alcune piante, tra cui lo «Spino di Giuda», che dava il nome ad una squadra ed è presente all’inizio di via dell’Allegrezza, con frutti molto simili al carrubo, ma più grandi e leguminosi. In seguito alcuni giovani esperti marchigiani hanno spiegato le virtù del salice, i cui rami sono stati utilizzati dai bambini e dai partecipanti per realizzare staccionate colorate (gialle e marroni, due varianti del salice, che ha circa 300 specie diverse) e dagli stessi per costruire un igloo, una scultura viva che grazie alla grande capacità di radicazione dovrà perdurare all’interno dell’Orto e venire curata nella sua crescita. Accanto a quest’opera tutti si sono cimentati anche nel piantare degli arbusti con l’aiuto di vanghe, che formeranno in futuro una siepe. Grazie agli indizi si giungeva infine alle origini del ruscello che costeggia la parte est della terra. Come premio: tè e fette biscottate con marmellata.
È stata un’occasione di vicinanza tra l’amministrazione comunale, l’Orto Botanico e i cittadini per entrare in contatto con la natura, che spesso ci sfugge nelle nostre vite di città, dove lavoro e impegni ci assorbono e ci allontanano dai suoni e dai profumi della nostra terra. Un’occasione per educare in modo stimolante e creativo i cittadini, rendendoli protagonisti secondo la metodologia hands on: sporcarsi le mani manipolando rami, terra, piantare arbusti, toccare e annusare ciò che li circonda, per poter apprezzare ed essere più consapevoli del patrimonio locale, così da poter sperare in una continuità di cura e di interesse riguardo al museo all’aria aperta su questa splendida collina. In aprile ci sarà il secondo appuntamento.

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