A Colzate c’è “La stanza dei compiti”. Parrocchie e comuni: l’integrazione è un lavoro di squadra

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L’integrazione è un lavoro di squadra. Nel processo di dialogo interreligioso e interculturale è essenziale che tutte le parti delle comunità collaborino tra loro e che, soprattutto, tra la parrocchia e il comune si instauri un reciproco sostegno, costruendo e studiando progetti condivisi.
Luisa Barzai, assistente sociale presso i comuni di Fiorano al Serio e Gazzaniga, è immersa ogni giorno nell’esperienza della creazione di un buon rapporto tra comune e parrocchia. «Sono due realtà, quella parrocchiale e quella comunale, che collaborano già in diversi momenti, costruendo ed erogando servizi comuni che favoriscono anche l’integrazione» ha spiegato Luisa. Nel 2012, per esempio, diverse biblioteche comunali hanno attuato progetti per favorire il processo d’integrazione, vedendo partecipare attivamente anche le parrocchie.
La parrocchia infatti è spesso il primo ente che si accorge dei bisogni dei cittadini, per una serie di motivi. Prima di tutto, la sensibilità dei parroci e degli altri operatori che hanno un occhio attento e sensibile alle realtà del territorio. Inoltre, la sicurezza e la tranquillità che provano i cittadini, specialmente gli stranieri, nel rivolgersi alla parrocchia, approcciandosi spesso ai servizi comunali con maggiore diffidenza. Infine, chi è lontano dalla propria famiglia non richiede solo dei servizi, ma anche una certa vicinanza e una sensibilità che la parrocchia, rispetto al comune, è in grado di fornire.
«La parrocchia e il comune devono riconoscersi a vicenda, scoprendo i propri limiti e le proprie possibilità – ha detto Luisa -. È necessario uno scambio di informazioni e di risorse, rispondendo alle esigenze in modo più flessibile e pratico.»
A Colzate la collaborazione tra la parrocchia e l’amministrazione comunale ha permesso l’avvio del progetto extra scolastico “La stanza dei Compiti”, di cui ha parlato Norma Marchesi.
La Stanza dei Compiti è nata più di dieci anni fa per permettere ai più piccoli di condividere con i coetanei il momento dei compiti, aiutati da un numero cospicuo di volontari, giovani e adulti. L’affluenza dei bambini però, durante gli anni, è cambiata. «Inizialmente lo spazio compiti era frequentato esclusivamente da bambini italiani – ha spiegato Norma -; adesso invece è il contrario, sono in maggioranza i bambini stranieri.» Da questa esperienza Norma è riuscita a tessere anche dei legami speciali e profondi con le famiglie dei bambini stranieri che frequentano lo spazio compiti. «Alla vigilia di Natale ho ricevuto una telefonata da una mamma mussulmana per gli auguri di Natale – ha raccontato -. Non è stato un gesto scontato e ho provato una gioia grandissima, un momento d’inculturazione reciproca.»
L’esperienza della Stanza dei Compiti nasce all’interno della parrocchia, ma non può esistere, come ha descritto Norma, senza la collaborazione dell’amministrazione comunale. «Questo reciproco sostegno valorizza la vocazione dell’oratorio all’apertura, all’accoglienza ed è il segno visibile di una comunità capace di dialogare con tutte le presenze sul territorio.»

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