La buona Quaresima di suor Chiara. Prenderci le responsabilità, per un mondo migliore. Per tutti

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Guerre che continuano o che faticano a finire, ondate di immigrati che arrivano, politica interna inquieta… Come la vedi, cara suor Chiara, la quaresima che sta per cominciare: un tirarci fuori dalle urgenze per fare altro o un buttarci dentro? Ma per fare cosa? Luigi

Caro Luigi, certamente la situazione mondiale preoccupa e dischiude scenari inquietanti. All’orizzonte non si scorgono soluzioni immediate che pongano fine alle violenze e alla precarietà che ci affliggono. Sperimentiamo l’impotenza di non poter cambiare la storia e ci chiediamo perché  i “potenti” del mondo non si affrettino a trovare vie risolutive di pace. Come credenti non possiamo lasciarci vincere dallo scoraggiamento: il tempo che ci viene donato dal Signore è opportunità e grazia, occasione da non sciupare o vivere superficialmente, perché è l”oggi” della salvezza.

ANTICHI E NUOVI IDOLI

La quaresima è il momento favorevole per rivedere i nostri stili di vita personali e comunitari e attuare seri cammini di cambiamento. Ci riporta in quel clima di conversione che il  Vangelo chiede ai credenti, per un ritorno al Dio vivo e vero, rifuggendo gli idoli che popolano l’esistenza: il potere, il denaro, la sensualità, il successo. Essi orientano i nostri pensieri, gli affetti, i comportamenti, le scelte concrete che abitano il nostro quotidiano e che hanno una ricaduta comunitaria e sociale. Non possiamo illuderci che il nostro vivere e agire riguardi solo la nostra persona o la ristretta cerchia familiare; sempre coinvolge anche altri. Non siamo isole! La conversione evangelica ci chiama a un modo nuovo di abitare il nostro corpo, la vita, i legami familiari e comunitari, la terra, il mondo. Ritornare al Dio di Gesù è riscoprirci Figli amati, fratelli tra noi, toccati dall’amore misericordioso del Padre, dalla sua compassione che in Gesù ci vuole tutti salvi, responsabili di ciò che Dio ci ha affidato donandoci la vita, la vocazione, il mondo da abitare e far vivere.

ABITARE IL MONDO DIVERSAMENTE

L’amore che contempliamo nella Pasqua non può lasciarci indifferenti o estranei al male e al peccato, ma deve scuoterci e aprirci a una nuova modalità e presenza nella storia. Il male che vediamo  e denunciamo, non è forse in germe quello che abita il nostro cuore e nel piccolo prende le forme della litigiosità diffusa, dell’ostilità, dell’egoismo, dell’indifferenza, della disonestà, del piacere e del potere a tutti i costi? I “nemici” sono prima di tutto dentro di noi! I “demoni” più temibili sono quelli che abitano il nostro cuore ed è là che si consuma e si deve consumare la nostra vera battaglia perché il mondo intero possa conoscere tempi migliori: solo uomini e donne migliori possono dare un volto, un tono, una possibilità ad un mondo migliore e più umano. La conversione ci chiede di andare controcorrente, ritornare a dare il nome al nostro peccato personale, comunitario ed ecclesiale; assumerci le responsabilità relative al nostro stato di vita, misurare la verità della fede che professiamo e diciamo di testimoniare. Quaresima è trasformare l’esistenza in un viaggio nel deserto e nel giardino della nostra anima e, attraverso la nostra interiorità, con tutta l’umanità e l’intero cosmo. Un invito a raffinare la nostra umanità affinando la nostra anima, non per estraniarci dalla realtà, ma per abitarla con un cuore riconciliato e pacificato. Sia questo il desiderio e l’impegno che ci assumiamo all’inizio di questi giorni santi, perché il mattino di Pasqua segni la rinascita di donne e uomini nuovi, che discesi con Cristo nelle viscere della terra, sono risaliti con Lui cantando il canto dei salvati, di quell’umanità nuova che semina il bene, la riconciliazione, il perdono,  la pace e che si attiva a far ritornare la terra un giardino. Buona quaresima!

 

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