L’ancona “più bella & più magnifica” dalla chiesa di Sant’Agata nel Carmine

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Tra i pezzi più interessanti esposti nella mostra “Dall’Oro al cielo” c’è anche l’ancona lignea appena restaurata proveniente dalla chiesa di Sant’Agata nel Carmine ma creata per l’altare della cappella dell’Immacolata Concezione in San Francesco. In attesa dell’inaugurazione di domani al Museo Bernareggi le è stata dedicata anche una “personale” che si è conclusa nei giorni scorsi.

La “più bella & più Magnifica, che si ritrovi nella Città di Bergamo”. Queste le parole con cui i contemporanei descrivevano la bella ancona lignea appena restaurata, proveniente dalla chiesa in Sant’Agata nel Carmine ma creata per l’altare della cappella dell’Immacolata Concezione in San Francesco.

Torna oggi a farsi ammirare in tutto il suo splendore un’opera che si trovava in uno stato piuttosto precario, offuscata da strati di polvere e nerofumo e con i colori ingialliti e oscurati. Grandi invece le potenzialità cromatiche orginali e la lucentezza delle finiture dorate che la delicata opera di restauro e pulitura ha portato alla luce, mostrando di nuovo ai nostri occhi tutto il fascino della straordinaria opera rinascimentale.

Dotata di una complessa iconografia e commissionata nel primo decennio del XVI secolo, l’opera si colloca in modo precoce all’interno del dibatto ancora vivo e in evoluzione tra l’ordine francescano e quello domenicano sul dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato da papa Pio IX soltanto l’8 dicembre 1854 con una bolla che sanciva in modo definitivo come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Nelle dispute, i primi si schieravano a favore della proclamazione del dogma, i secondi consideravano il principio in contrasto con il significato redentivo del sacrificio di Cristo.

Denso quindi di significati e riferimenti teologici il manufatto presenta al centro Maria, entro una lucente cornice raggiata, figurata nell’atto di portare sul ventre il Bambino e circondata da santi che la celebrano. La ricca predella si colloca ancora all’interno della storia della definizione del dogma, mostrando figure di frati che ne hanno scandito le tappe.

In onore di questa preziosa opera e in occasione della mostra “personale” dedicata all’ancona è stato pubblicato un catalogo con saggi di Simone Facchinetti e Laura Paola Gnaccolini dove è stata definita un’ipotesi attribuita che vede protagonista Jacopino Scipioni, artista affermato a Bergamo, vicino ai francescani e documentato tra 1492 e 1532.

Tutte le informazioni sono visibili sul sito www.fondazionebernareggi.it

 

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