Santa Barbara: nella mostra alla Gamec c’è anche un angolo di Venezia

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E’ una delle più belle signore della pittura del Rinascimento la Santa Barbara dipinta nel polittico custodito nella chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia, e a Bergamo, grazie alla collaborazione del Patriarcato di Venezia con la mostra monografica di Palma il Vecchio allestita alla Gamec a cura di Giovanni Villa è possibile ammirarla da vicino, in un allestimento originale che accosta con discrezione antico e contemporaneo.

La chiesa di Santa Maria Formosa del Codussi a Venezia e la settecentesca cornice marmorea che racchiude il dipinto nella sua posizione originale vengono mostrate attraverso un video introduttivo, girato in modo da condurre il visitatore dentro la chiesa, accompagnato dal suono delle campane, proiettato all’ingresso dell’ultima sala dell’esposizione (una chiusura in bellezza). Tra il video e il polittico, un velo nero taglia in due, discretamente, la stanza, lasciando solo intravvedere i dipinti.  Attraversando il velo, ecco l’opportunità straordinaria di guardarli da vicino. A studiare con il curatore questo originale allestimento è stato don Giammatteo Caputo, direttore dell’ufficio beni culturali del Patriarcato di Venezia.
A commissionare il polittico fu la confraternita dei Bombardieri per ornare l’altare della chiesa nella sede della loro Scuola, di cui Santa Barbara è patrona, come indicano le bocche del cannone che si vedono ai suoi piedi.

Un piccolo giallo: ammirando da vicino la figura della santa si vede che ha due mani. In quella originale tracciata dal Palma, che si vede ancora, più sbiadita, sullo sfondo, si scorge una fiamma, simbolo di fede, di passione e di purificazione. La stessa fiamma torna anche in altre immagini del polittico. Nella seconda mano che, invece, le è stata sovrapposta quando un cambio di cornice ha imposto una leggera modifica al formato nativo del dipinto, si vede la palma del martirio.

Santa Barbara, così come il Palma la dipinge, come sottolinea Villa è “monumentale, singola e solitaria”. La figura è resa ancora più imponente dall’ampiezza del mantello rosso, ammorbidita dai panneggi del velo bianco drappeggiato sul petto e dalle pieghe dell’abito, elegantissimo. Sullo sfondo si scorge la torre, uno dei simboli del martirio. Nella cornice superiore si vede un intenso compianto di Cristo. Ai fianchi, quattro figure di santi: San Giovanni Battista, San Giovanni Ferrer, Sant’Antonio abate e San Sebastiano.

La mostra:

Palma il Vecchio – Lo sguardo della bellezza
a cura di Giovanni C. F. Villa
alla Gamec di Bergamo (via San Tomaso 53) fino al 21 giugno

Aperta da lunedì a giovedì dalle 9 alle 19, venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9 alle 20, la biglietteria chiude un’ora prima.

Info www.palmailvecchio.it

call center: +390350930166 (da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 18, sabato 9-18)

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