Si sceglie di essere o uomo o donna. Sesso e gender non coincidono. Conseguenze enormi

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Foto: una manifestazione femminista degli anni ’70

L’EDUCAZIONE SESSUALE NON ESISTSE

Ciò che chiamiamo tradizionalmente “educazione sessuale” porta un nome esagerato. Di fatto, è soltanto informazione sulle basi fisiologiche della sessualità maschie e femminile e sui rischi sanitari e sociali di un esercizio irresponsabile della medesima: malattie veneree, gravidanze precoci e involontarie. Certo, l’informazione sulla sessualità è necessaria, considerata la precocità crescente dell’esperienza sessuale dei ragazzi. Tuttavia, garantita l’informazione, si apre il campo vasto dell’educazione della persona alla libertà e alla responsabilità nelle relazioni con gli altri. Qui non bastano né le informazioni scientifiche, ma neppure le esortazioni o i seminari di etica. Qui servono testimonianze di adulti, che pratichino ciò che predicano. Come molte altre educazioni specifiche (stradale, ambientale, alimentare…), anche quella sessuale richiede, dunque, una base informativa specialistica e un orizzonte educativo universale, identico per tutte. L’educazione è sempre “educazione a…”, ma la sua sostanza è unica. Una prima conseguenza è che nelle scuole non c’è bisogno di una materia specifica di insegnamento, ma di un luogo critico-educativo globale.

Si potrebbe forse concludere che l’educazione sessuale  propriamente non esiste. O esiste l’educazione oppure nessun aggettivo può sostituire un sostantivo assente.

FEMMINISMO, UGUAGLIANZA, DIFFERENZA

Intanto, la situazione è cambiata: non più educazione sessuale, ma educazione di genere, perché il dibattito socio-psicologico- pedagogico ha introdotto il concetto di “genere”. Si tratta di una parola polisemica;  a seconda che si parli di “genere umano”, di “genere maschile e femminile”, di “educazione di genere”, il significato varia. In questo terzo caso, per “genere” si intende, di fatto, solo quello che chiamiamo “genere femminile” o “sesso femminile”. E’ venuto avanti nel contesto dell’elaborazione teorica del femminismo. Il pensiero emancipazionista aveva fatto una lunga battaglia per affermare che un essere umano di genere femminile ha gli stessi diritti civili, sociali  e politici di un essere umano maschile. Non si può dire che la vittoria sia stata totale: tra l’uguaglianza giuridica e quella socio-economica le distanze continuano ad essere notevoli. Invece, il femminismo dagli anni ’70 del ‘900 ha fortemente insistito sulla differenza, orientando la battaglia sugli studi di genere, sulle scelte di genere, sulla cultura di genere, per approdare ad una sorta di primato del simbolico femminile.

SEX E GENDER NON COINCIDONO PIÙ

E’ appunto il terzo significato di “genere”. Questo pensiero, combinato all’emergenza crescente di manifestazioni di sessualità né maschile né femminile – i Rapporti Kinsey del 1948 e del 1953 rispettivamente sul comportamento sessuale dell’uomo e della donna avevano già parlato di cinque forme di sessualità umana – ha finito per costruire un’ideologia del genere, che sta separando sempre di più la sessualità fisica dalla sua proiezione culturale e simbolica. La lingua inglese aiuta di più a comprendere il tema, perché splitta il significato/vocabolo italiano “genere” in due significati/vocaboli: sex – la determinazione biogenetica del corpo – e gender – il carattere sessuato, maschile o femminile, dell’identità, dei ruoli, delle relazioni di una persona. Si sta affermando l’idea che il sesso fisico sia un dato secondario della personalità e che il genere sia, viceversa, una scelta e una costruzione socio-culturale. Non importa se nasci maschio o femmina, sei tu che decidi se diventare maschio o femmina. A questo punto, non più educazione sessuale, ma neppure “educazione di genere”. Uno diventa ciò che vuole. La sessualità fisicamente determinata diventa un condizionamento da neutralizzare. Sotto la spinta ideologica costruzionista, una specie di nuova gnosi, due realtà vanno in frantumi: quella dell’unità corpo/psiche/mente dell’essere umano e quella della famiglia quale sistema di relazioni generativo/rigenerativo della differenza sessuale e di genere. Su quali fondamenti possano riprodursi società e storia diventa problema.

 

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3 commenti

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    Giovanni Ronchi on

    Un’ermafrodita sufficiente, avente in sé i due sessi ed ogni immaginabile carattere di genere, potrebbe essere la creatura che soddisfa la teoria gender. Non più embrioni congelati, uteri in affitto…… Si scongiurerebbe anche l’ipotesi di estinzione della specie umana per black out elettrico. Di fronte alle farneticazioni delle teorie gender, si fa silenzio, al più si sussurra qualcosa e poi, al primo: ” Cosa hai detto? ” ci si rimangia le parole. Questo è uno di quei silenzi che si trasformerà in pianti ed urla, se non lo rompiamo ora, prendendo come uomini e donne una chiara posizione, non solo di denuncia, ma di fermo indirizzo politico, affinché la specie umana continui la sua vita e conservazione secondo Natura.

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    silvana messori on

    carissimo sig. Giovanni, se fosse così semplice… che con una “legge” promulgata da “partiti politici”..si potesse mettere fine ad ogni “sfregio” che gli esseri umani si sanno infliggere…(vedi mio commento su argomento di Mons. Panfilo(perlomeno, qualche prete si è esposto, argomentando e mettendo in discussione una delle molteplici problematiche che questi tempi sono evidenziati) dell’anno scorso (13 marzo 2014)… il mondo sarebbe più vivibile ed in armonia con tutto il Creato. e poi.. le conseguenze di tutti i “proibito(anche nella Chiesa) perpetrato… hanno ottenuto l’esatto contrario di ciò che si vuole “ottenere”… penso, ma è mio modesto parere, che le storture di “Natura” così enunciate… siano di per sé… fine a se stesse e che avranno termine… perché il futuro… ci porterà in modo drastico… a farne i conti…. salvandone l’intero Pianeta. Comunque è giusto che se ne parli… sempre e comunque… le nostre coscienze devono essere scosse.. in tutti sensi! grazie per l’ascolto.

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    Giovanni Ronchi on

    Gentilissima Signora Silvana, grazie per la risposta al mio commento. Mi permetta di chiarire un punto che, per mia poca chiarezza, forse è stato frainteso. Un ” fermo indirizzo politico ” non era riferito al legiferare, ( obblighi e/o divieti, come dice Lei, spesso ” hanno ottenuto l’esatto contrario “) , ma che sulla base di una profonda convinzione, fondata sulla certezza che contro Natura non vi può essere vita; progettare, presentare, motivare, ed implementare un modello di società ove la vita abbia un evolversi Naturale, dal suo concepimento alla sua fine terrena. Di fronte all’effimero delirio d’onnipotenza che sta alla base dei vaticini enunciati dai soloni delle teorie gender, mi conforta vedere quel filo d’erba che esce dal centro di una pietra del muro di cinta di casa mia…..,, ma che la Natura vincerà sempre l’ha già detto Lei e mi trova pienamente d’accordo. Cordiali saluti

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