La tragedia, gli sbarchi, l’emergenza continua: grazie ai soccorritori

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L’ennesima, grande tragedia. Ma è solo l’ultima di molte altre. Ancora in questi giorni le immagini dei Tg hanno diffuso i volti dei profughi in fuga dai paesi Africani in guerra e arrivati sulle nostre coste italiane. Persone disperate in cerca di un futuro che nei loro paesi ormai sembra precluso. E la notizia di questi sbarchi fa parte della scaletta quotidiana dei giornalisti. Speriamo di non abituarci in fretta tanto da non farci più caso. Insieme alle persone da soccorrere ci sono anche i soccorritori: i militari della Marina Militare e dei Carabinieri, il personale delle navi della Capitaneria di Porto, i volontari della Croce Rossa, la Caritas Italiana, le associazioni umanitarie di primo soccorso, la gente comune che accorre con il desiderio di rendersi utile per questa emergenza che sembra infinita…
A tutte queste persone che si “fanno prossimo” va il nostro grazie e la nostra riconoscenza per la loro dedizione e la testimonianza encomiabile di umanità che “grida” ad alta voce coprendo le urla di chi strumentalizza a fini politici questo dramma umano… che fa giungere il suo appello all’Europa e alle organizzazioni politiche internazionali perché si prendano delle misure concrete comuni per l’accoglienza dei migranti e il controllo dei porti di partenza.
E’ mai possibile che tra i 28 paesi dell’UE non si possa maturare un’azione comune e un peso politico internazionale capace di trovare delle strategie per prendere in mano la situazione? Le risorse le abbiamo a livello diplomatico, politico ed economico. Il vecchio continente e i paesi che lo compongono non sono nati ieri.
Basta “solo” unire le forze perché la “voce” si faccia sentire in modo efficacie. Potrebbe essere questa l’occasione di dimostrare il “peso” dell’Europa nel mondo, anche solo per il fatto che conta esattamente 503 milioni di abitanti, il terzo posto nel mondo dopo Cina ed India.
Speriamo davvero si rompa presto il muro dell’indifferenza o del perbenismo politico prigioniero non della ricerca del “bene comune” ma del vediamo un pò a chi tocca per primo.
Intanto i soccorritori, e tra questi credo la maggioranza siano italiani, continuano ad insegnarci i valori veri ed autentici che partono da una accoglienza ed umanità che è concretizzazione reale, quotidiana e non retorica dei diritti umani.

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