C’è pane per tutti. Storia, arte, fede, lavoro e cibo nella mostra di Clusone

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L’uomo è fatto (anche) di pane. Il pane simbolo di vita e di condivisione. È questo il tema scelto anche per l’esposizione che si inaugura domenica 10 maggio al museo della Basilica di Clusone. È il frutto della collaborazione tra Parrocchia di Clusone, Aspan di Bergamo, i panificatori di Clusone e l’Associazione culturale “Grani dell’asta del Serio”. L’esposizione «C’è pane per tutti: dal grano alla vera vita» è realizzata con una molteplicità di linguaggi, forme e materiali; un percorso per mostrare il pane in tutti i suoi aspetti, come peculiare elemento materiale che si ritrova in ogni cultura e come tramite simbolico del linguaggio cristiano.

Quella del pane è una storia secolare, ricca di sapienza, di poesia, d’arte e di fede. Abbraccia l’intera evoluzione del genere umano: dal giorno ormai lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino ad oggi, a quando miliardi di persone soffrono ancora la fame e sognano il pane, mentre altri lo violentano, lo consumano e lo sprecano nell’abbondanza.

Da sempre quindi, il pane è stato ed è il sigillo della cultura, spesso al centro di dispute sanguinose e interminabili. Il pane lo si ritrova, nelle sue mille varietà, anche in molte opere d’arte, dall’antico Egitto alla pop art. Il pane dunque è simbolo culturale, religioso, segno patrimoniale e culturale di tutto il mondo, delle molteplicità dei diversi popoli che abitano la terra, ognuno con il proprio credo, la propria usanza e tradizione.

La mostra, allestita nei locali del Museo della Basilica e nell’adiacente chiesa di S. Luigi, si articolerà in tre sezioni distinte ma complementari: nella prima, sarà illustrato il progetto e la sperimentazione della «Valorizzazione di cereali minori in montagna» con la loro reintroduzione nelle zone dell’Alta Valle Seriana.

In particolare si mostrerà la coltivazione di diversi tipi di frumento (spada, ardito, mentana) e di cereali come il grano saraceno (formet negher), il miglio, l’avena, la segale, e il farro.

Saranno esposti campioni di semina e piante, tipi di spighe, presentati i metodi di coltivazione, gli antichi strumenti agricoli e quelli utilizzati per la molitura che trasforma i chicchi in farina.

La seconda sezione presenterà invece l’arte di fare il pane: farina, acqua e pochi altri elementi. Tempo, passione, fatica, costanza, pazienza, fiducia e impegno. Chi vedesse solo il punto di partenza e il punto di arrivo di quella lavorazione potrebbe pensare ad un miracolo e probabilmente non riterrebbe mai se stesso in grado di produrre lo stesso prodigio. Ma il panettiere sa che fare il pane è un’arte e la saggezza è il suo segreto.

La terza parte del percorso – attraverso l’esposizione di opere pittoriche di notevole pregio, apparati, arredi e strumenti liturgici – aiuterà a comprendere il significato religioso del pane nella tradizione cattolica: il pane come Memoriale della Passione di Cristo e il pane Eucaristia come “Panis vitae” e “Cibus viatorum”.

La mostra sarà inaugurata domenica 10 maggio alle 11.

Dal 15 maggio, poi,  nella chiesa di S. Luigi, adiacente il Museo della Basilica, sarà possibile ammirare “Panis Vitae”, una mostra realizzata dalla Fondazione Credito Bergamasco con opere di Doriano Scazzosi che delinea un percorso di riflessione e di ricerca, intrecciando sollecitazioni visive e forme di meditazione testuale.

Oltre alla parte espositiva, sono in programma diversi appuntamenti formativi; il primo è fissato per il 10 maggio: dalle 15 alle 18: sul sagrato della basilica i fornai di Clusone mostreranno la lavorazione del pane.

L’invito a visitare la mostra è rivolto a tutti: per poter vivere di persona le suggestioni che il pane, nel suo significato concreto e simbolico, può evocare in ognuno. Pane, dunque, non solo come cibo per il corpo, ma anche come nutrimento per l’anima.

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