Quest’anno niente vacanze. Per i miei figli è dura

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Cara suor Chiara, quest’anno niente vacanze: problemi di soldi. Per me è per mia moglie non è un dramma: non abbiamo fatto sempre le vacanze quando eravamo giovani. Ma per i miei figli è dura. Devono rassegnarsi a essere piccoli e neri, come Calimero. In una società dove tutto è confronto con gli altri, la libertà è costosa. Tu cosa diresti ai miei due ragazzi? Gianni.

In una società dove tutto è confronto con gli altri e dove, se non si sta “al passo” con le mode si finisce per sentirsi squalificati e fuori gioco, la vostra decisione, caro Gianni, anche se provata e ragionevole, può divenire un carico che umilia i ragazzi e li fa sentire incapaci di rispondere alle esigenze di gruppo. Perciò tale rinuncia può rivelarsi realmente difficile da accogliere e da vivere serenamente e, se vissuta nel confronto con chi può permettersi ciò che a loro è negato, può costituire davvero un passaggio doloroso da attraversare.

AIUTARE A CAPIRE

Mi pare necessario, allora, fare in modo che  i vostri figli si sentano compresi nella loro fatica ad accettare ciò che la vita sembra “imporre” loro, ma, d’altra parte, è altrettanto urgente che anch’essi siano aiutati a capire, anche solo un poco, la serietà delle vostre difficoltà economiche: le vacanze, anche se sono di moda, non sono scontate, al contrario sono un dono, frutto di sacrifici e di risparmi da parte dei genitori e di coloro che vogliono loro bene. Questa situazione, però, può rivelarsi provvidenziale per l’intera famiglia poiché, se da un lato può offrire ai suoi ragazzi l’opportunità di cogliere, anche se con fatica, un frammento di quell’ampio orizzonte che si chiama libertà e che permea e supporta ogni vostra scelta, comprese quelle che hanno il sapore della privazione (…anche le decisioni familiari possono trasformarsi in pesanti fardelli che affaticano, se non sono rischiarate dalla libertà), dall’altro può aiutare a crescere nell’unità e nella concordia. Confrontandovi e a dialogando tra di voi, infatti, potete giungere insieme a decisioni libere, che sono espressione di tutti i membri e che tengono conto delle diverse necessità di ciascuno. In tal modo una privazione “forzata” può trasformarsi in una condizione favorevole per riflettere insieme come famiglia e per individuare modalità diverse, ma compatibili con le vostre possibilità, di vivere il tempo delle ferie.

VIVERE LE VACANZE DIVERSAMENTE

Occorre, inoltre, ricordare loro che rinunciare a qualcosa di bello, come le vacanze, non vuol dire abdicare a momenti o a giorni di meritato svago! Forse, con un po’ di creatività, è possibile inventare una vacanza alternativa che tenga conto anche delle loro esigenze!

Credo che in tutto questo siano determinanti la modalità con la quale voi genitori vi ponete di fronte a questa situazione e di fronte ai vostri figli, e i valori in cui credete e che con il vostro esempio trasmettete. È indispensabile, infatti, che sul vostro volto e nei vostri occhi “brilli” ciò che dà qualità e respiro grande alla vostra famiglia, chiamata quotidianamente a far fronte a diverse situazioni concrete.

Sostenuti e ammaestrati dalla vostra sapienza, anche i vostri figli impareranno, lentamente e forse con fatica, a valutare, in modo sano e con gratitudine, i beni della terra, le ricchezze e le possibilità che essa può offrire, non anteponendoli a dimensioni grandi come la libertà, l’amore, la concordia della famiglia, la comprensione, la condivisione, la gratitudine, il valore e la preziosità di una rinuncia, la creatività, il dono di sé, ecc.

Intuiranno che è possibile rinunciare alle vacanze senza, per questo, sentirsi piccoli e neri come Calimero e a vivere a “testa alta” e con dignità le privazioni che la vita richiede.

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