L’ultimo studio di Lorenzo Lotto. Le meditazioni di Gianriccardo Piccoli al Palazzo della Ragione

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Un paio di occhiali, forbici, scarpe, un piccolo martello: sono oggetti semplici, ordinari quelli che Gian Riccardo Piccoli ha rintracciato nelle note di Lorenzo Lotto del «Libro di spese diverse». Un registro accurato delle entrate e delle uscite, classificate in ordine alfabetico in una grande rubrica. Un libro preziosissimo, custodito nella Santa Casa di Loreto, che documenta i “movimenti” degli ultimi anni del grande artista, e ora viene esposto per la prima volta nella mostra «Gianriccardo Piccoli. Meditazioni su Lorenzo Lotto» al Palazzo della Ragione, nel cuore di Città Alta, a Bergamo.
Da questo oggetto umile, arido solo in apparenza, è nato un suggestivo lavoro artistico, una meditazione sulla vita e sul lavoro del pittore. «Ho notato – racconta Piccoli – che man mano che la vita del Lotto andava verso la conclusione, la lista delle sue spese diventava sempre più povera». Tanto che alla fine, nel suo testamento, non rimane che un piccolo materasso, anch’esso, ora, trasformato in opera d’arte, un segno di ciò che il destino fa di noi. Quello del Lotto diventa il cammino esemplare di un uomo che avvicinandosi alla fine si spoglia degli oggetti, dei possessi materiali, e si prepara con leggerezza all’ultimo viaggio. «Sono rimasto stupito – nota Gianriccardo Piccolo – del grande contrasto tra la grandezza dei suoi quadri e la modestia della sua vita». Forse, fa notare, era già troppo avanti nell’elaborazione delle forme, nelle scelte compositive ardite, fino a risultare poco popolare nel suo tempo. Di certo non si è arricchito con il suo lavoro d’artista.
Mette i brividi trovarsi nella sala delle Capriate davanti ai grandi dipinti di Gianriccardo Piccoli che narrano, con impressioni cromatiche e giochi prospettici, l’ultimo studio del Lotto. Un ambiente solitario, spoglio, essenziale. L’artista chiuse la sua esistenza come oblato nel convento della Divina casa di Loreto, dove morì nel 1556 circa, lontano dai grandi centri della cultura e dell’arte. Non si sa con certezza come sia maturata questa scelta, pochissimi gli indizi lasciati dal pittore. È proprio in questo vuoto, in questo silenzio, si muove con delicatezza l’indagine di Gianriccardo Piccoli. Si innesta sul rapporto tra spirito e materia, vita e morte, anima e corpo. Sull’orizzonte dell’uomo, sul senso della vita, con lo sguardo che si posa sull’infinito.
Le opere sono illuminate da una luce dolce (mentre tutto il resto dell’ambiente è in penombra) e valorizzate da un allestimento di grande impatto estetico (realizzata grazie al sostegno della Banca Popolare di Bergamo). Ci sono otto grandi tele sul tema dell’ultimo studio del Lotto (inteso come ambiente di lavoro ma anche come spazio presente nell’ultimo suo quadro), più altre più piccole che si concentrano sugli oggetti, e molti disegni, appesi come panni stesi lungo un filo, collegamento di idee e di pensieri collocato proprio ai piedi dell’ultima cena dell’Allori, presenza silenziosa e non invadente.
Una garza sottile fa da “schermo” tra l’opera e lo spettatore e dà una singolare profondità, marcando allo stesso tempo la lontananza. «Con un atto d’amore – spiega il curatore dell’esposizione, Giuseppe Frangi – Piccoli ha rinunciato alla pretesa di prendere tutto e ha scelto di accostare Lotto una sillaba dopo l’altra. È nata così, pezzo dopo pezzo, questa mostra che non è costituita da una somma di opere, ma che è un’opera unica, un’articolazione delicata di frammenti che nel loro insieme ci restituiscono la grandezza spezzata e balbettante del quadro totale di Lorenzo Lotto». Un video, all’ingresso, e la copia del volume delle spese del Lotto documentano il lavoro di ricerca di Piccoli, ispirato all’ultimo quadro del Lotto, la “Presentazione di Gesù al Tempio”, una sorta di testamento spirituale, e già esposto nella Pinacoteca della Santa Casa di Loreto.
La mostra, a cura dell’associazione Testori e inserita nel programma della Festa di Sant’Alessandro, è aperta fino al 4 ottobre e si può visitare da martedì a venerdì dalle 15 alle 19 e sabato e domenica dalle 10 alle 19 (lunedì chiuso).

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