Bergamo: l’Università cresce, ma con qualche ombra. Più matricole, ma lauree magistrali in calo

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Bergamo, un’università in grande crescita, ma non mancano i chiaroscuri.  A dimostrare la forte capacità attrattiva dell’ateneo bergamasco sono innanzitutto i dati delle iscrizioni al nuovo anno accademico: le matricole sono dunque aumentate del 10% rispetto al 2014 e il prossimo anno accademico saranno ben 3.638, dato cui vanno aggiunti i 300 posti del corso a numero chiuso di Psicologia.

Tutte le facoltà presentano dunque un segno positivo e alcune addirittura a doppia cifra: si va dal +39,5% di Lettere e Filosofia (passata da 129 a 180 iscritti) al +16,4% di Lingue, Letterature Straniere e comunicazione (passata a sua volta da 1.011 a 1.177 iscritti). Un risultato senza ombra di dubbio lusinghiero per tutto l’Ateneo orobico, a maggior ragione se si tiene conto del fatto che la crescita del numero di immatricolazioni nell’ultimo biennio è stata complessivamente vicina al 40% (36,7% per l’esattezza).

Da un’analisi più approfondita dei dati emerge però come le indicazioni relative alle pre-iscrizioni alle lauree magistrali non siano altrettanto positive. Fatta eccezione per il dipartimento di Ingegneria gestionale e per quello di Scienze Umane e Sociali, tutte gli altri presentano numeri in flessione rispetto all’anno precedente: -12,3 per Lettere e Filosofia (passata dai 138 del 2014 ai 121 attuali), -17,5 per Ingegneria e scienze applicate (da 171 a 141), -3,1% per Scienze Aziendali, Economiche e Metodi quantitativi (da 542 a 525) e -0,8 per Lingue, Letterature Straniere e Comunicazione (da 251 a 249).

Occorre specificare che le iscrizioni alle lauree magistrali negli ultimi due anni hanno conosciuto un vero e proprio boom, ma la battuta d’arresto di quest’anno è piuttosto evidente: tra i dati è inoltre possibile leggere alcuni mutamenti in corso nel mercato del lavoro e, di riflesso, nella società odierna.

Analizzando separatamente il caso di Ingegneria, ad esempio, emerge come corsi di laurea tradizionali come Ingegneria Meccanica o Edile presentino dati stabili, se non addirittura in deciso calo: diverso il trend, all’interno della medesima facoltà, per corsi di laurea (Ingegneria gestionale, Management Engineering, Ingegneria informatica) che implicano la formazione di figure ad alto grado di specializzazione attualmente molto richieste dal mercato del lavoro.

Discorso speculare per Lettere e Filosofia: come abbiamo detto, il dato relativo alle nuove immatricolazioni è stato altamente positivo (+39,5%), ma altrettanto non si può dire per le pre-iscrizioni ai corsi di laurea magistrale, che, anzi, subiscono una flessione del 12,3%.

In conclusione l’Università degli studi di Bergamo non può che iniziare questo nuovo anno accademico sotto i migliori auspici, tenendo conto del fatto che rappresenta un’eccellenza a livello nazionale per diversi aspetti e con un livello di internazionalizzazione in decisa crescita. Il calo delle pre-iscrizioni alle lauree magistrali rappresenta dunque un campanello d’allarme, ma va inquadrato in una dimensione nazionale in cui le iscrizioni ai vari atenei italiani non aumentano, ma rimangono per lo più stabili. Bergamo, in questo senso, rappresenta una valida eccezione: la vera sfida ora è caratterizzare sempre più l’Ateneo bergamasco, basato sulle proprie facoltà “forti” numericamente parlando (Lingue, Economia, Ingegneria) ma anche sugli altri gradi di eccellenza conseguiti inquesti anni.

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