La vecchiaia può attendere: un vademecum per gli anziani

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L’anziano: non è un peso, ma una risorsa da valorizzare. Questo il filo conduttore del workshop “La vecchiaia può attendere – longevità: risorsa o emergenza?”, evento organizzato da Soroptimist International d’Italia Club di Bergamo, che si terrà martedì 27 ottobre, alle 17, alla Sala Barbisotti del Centro di Formazione UBI Banca di via Fratelli Calvi 9. L’iniziativa, presentata a Palazzo Frizzoni nella mattinata di ieri, si propone di affrontare il tema dell’invecchiamento da svariati punti di vista: nel corso dell’incontro verrà inoltre presentato il “vademecum anziani” (sorta di guida per gli anziani della città di Bergamo, realizzata in collaborazione con Asl e Comune di Bergamo), che verrà distribuito a 24mila over60. Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione rappresenta infatti un tema di grande attualità e in rapida evoluzione: basti pensare che, in poco più di un secolo, l’aspettativa di vita degli italiani è cresciuta di circa 50 anni, passando da una media iniziale di 35-42 anni all’attuale 80-85, peraltro prevista in aumento. Nell’ultimo censimento, infatti, gli ultrasessantacinquenni nel nostro paese erano 12 milioni (pari al 21% della popolazione), mentre gli over80 sono 3 milioni 600mila. In questo scenario le risorse del welfare, così come viene concepito oggi, mostrano un evidente stato di affanno nel mantenere la spesa pubblica nei termini attuali: il trasferimento di denaro per interventi pensionistici e previdenziali, per l’assistenza e gli interventi socio-assistenziali effettuati da parte di enti locali (sottoposti a pesanti tagli), la partecipazione alla spesa sanitaria, farmaceutica così come subisce una contrazione la stessa ospitalità nelle Rsa. Un concetto, quest’ultimo, ribadito anche da Mara Azzi, direttore generale dell’Asl di Bergamo, secondo cui “in Lombardia sono presenti la metà delle Rsa di tutta Italia, nel resto del paese gli anziani come vengono considerati? Questa è la vera domanda, ma di certo continuare a offrire posti in Rsa non rappresenta la soluzione al problema, l’ospedalizzazione deve essere considerata soltanto quando è strettamente indispensabile. La questione è dunque innanzitutto di tipo culturale: nella società contemporanea, nel momento in cui una persona non produce viene considerata un peso. Questo atteggiamento va cambiato e occorre far sentire l’anziano una risorsa, perché lo è a tutti gli effetti, all’interno delle scuole, degli istituti professionali, degli oratori: lo scopo è sia sopperire al bisogno di socialità della persona anziana e cercare di risolvere il grande problema dell’isolamento di cui soffre, sia mantenere un contatto tra le generazioni”. L’assessore alla Coesione Sociale del Comune di Bergamo, Maria Carolina Marchesi, ha invece puntato nel suo intervento sull’importanza dei Centri Anziani diffusi sul territorio, veri costruttori di reti sociali: “A Bergamo sono 21, ognuno dei quali conta dagli 80 ai 100 iscritti: occorre uscire dagli stereotipi, molti di questi centri propongono iniziative culturali molto interessanti e, in questo senso, rappresentano un baluardo importantissimo nell’azione di mantenimento in saluto delle persone anziane. Un altro aspetto fondamentale riguarda il fatto di fornire agli over 65 strumenti adeguati affinché possano vivere in sicurezza: i crimini compiuti ai danni degli anziani vengono compiuti pressoché quotidianamente, occorre sensibilizzarli verso le procedure, le attenzioni necessarie sia nel momento del pericolo, sia a fatto avvenuto. In questo senso il vademecum rappresenta un valido supporto”.

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