Da Paolo VI a Papa Francesco: così cambia il modo di annunciare il Vangelo. Parte Invito alla Teologia

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«Dall’Evangelii Nuntiandi di Paolo VI all’Evangelii Gaudium di Francesco»: è il filo conduttore del ciclo Invito alla Teologia 2015. Tre appuntamenti per riflettere su come sta cambiando il modo di annunciare il Vangelo: il primo stasera, i prossimi il 9 e il 23 ottobre, sempre al Centro Congressi Giovanni XXIII, tutti alle 20,45. «In un mondo in profondo cambiamento – spiega l’introduzione agli incontri – la Chiesa è chiamata a rinnovare la propria missione testimoniale, senza nostalgie e ingenuità. All’indomani del Vaticano II, Paolo VI esprimeva una consapevolezza sofferta della rottura tra Vangelo e cultura e invitava al dialogo, nel rispetto della condizione adulta del mondo moderno. Ma come è mutato in Occidente lo scenario in questi cinquant’anni? È improponibile una lettura univoca delle metamorfosi che hanno segnato la pratica religiosa. Al di là delle semplificazioni, il pluralismo e la globalizzazione pongono in modo nuovo le istanze di laicità e tolleranza ereditate dall’Illuminismo. Il magistero di Francesco sollecita la Chiesa a rinvigorire la vocazione pastorale, mostrandosi sensibile alle sfide di rilievo mondiale inerenti alla giustizia. Quali sono gli orientamenti per una riforma che consenta ai testimoni di Gesù di comunicare la gioia del suo Vangelo?». Il primo incontro, venerdì 2 ottobre alle 20,45, segue il tema «La Chiesa e la sfida delle culture. L’Evangelii Nuntiandi di Paolo VI». A guidare la riflessione è Giovanni Rota, docente della scuola di Teologia del Seminario di Bergamo. Il 9 ottobre si parla de «L’Europa e la religione. Le metamorfosi della società occidentale». Interviene Marco Salvi, della scuola di Teologia del Seminario di Bergamo. Chiude la serie il 23 ottobre (sempre alle 20,45) Paolo Carrara, della scuola di Teologia del Seminario di Bergamo, con un incontro su «Per una Chiesa “in uscita”. L’Evangelii Gaudium di Francesco». Per informazioni Centro Congressi Giovanni XXIII: tel. 035. 358 935.
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