La Musica dello Spirito: a Nembro arrivano gli Acquaragia Drom

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Al via anche la sezione musicale di Molte fedi sotto lo stesso cielo. All’Auditorium Modernissimo di Nembro (piazza della Libertà, di fronte al municipio) saranno tre gli appuntamenti di “Musica dello Spirito”. Come ogni anno, la rassegna culturale delle Acli provinciali di Bergamo fa spazio alla musica come linguaggio per parlare e riflettere sulla convivialità delle differenze.
Si parte questa sera, venerdì 9 ottobre, ore 20.45, con “Sulle strade del mondo. Musica dalle Province zingare d’Italia” con Acquaragia Drom, uno dei gruppi storici della musica popolare italiana, divenuto famoso per il proprio stile e per la capacità di creare spettacoli coinvolgenti, caratterizzati da canzoni e balli di tradizioni musicali diverse proposti nell’originale stile zingaro forgiato da loro stessi.
Venerdì 16 ottobre, ore 20.45, concerto de «Les Nuages Ensemble. Musica Klezmer al femminile». Il gruppo, di chiara formazione classica, è formato da quattro musiciste specializzatesi nella melodica, coinvolgente e accattivante musica klezmer, con l’intenzione di approfondire lo studio della storia, dello spirito e della cultura ebraica.
Venerdì 23 ottobre, ore 20.45, “Al Kafila” con Jamal Ouassini Trio. Al Kafila è uno spettacolo dove la musica e il canto si incontrano per raccontarci il fascino della molteplicità culturale che nei secoli si è depositata nel bacino del Mediterraneo. Il repertorio del trio propone musiche di tradizione classica e popolare di luoghi come il Medio Oriente, Egitto, Turchia e Maghreb, e composizioni originali del violinista Jamal Ouassini. E per chi volesse, prima di ogni serata, sarà possibile degustare presso la Cooperativa Gherim un aperitivo, buono, giusto e solidale al prezzo di 5 euro. Pochi i posti ancora disponibili (euro 10 per possessori Card e giovani, euro 12 per gli altri, abbonamento tre ingressi euro 30).

ANTONIA ARSLAN A MOZZO

Lunedì sera invece riflettori accesi sul genocidio armeno in un incontro a Mozzo. La notte del 24 aprile 1915 ebbe inizio il «Metz Yeghern», che in lingua armena significa «il Grande Male». Il genocidio armeno è stato il primo del Novecento, nonché uno dei più dimenticati. Così cent’anni fa un popolo vivace, fecondo e ricco di una cultura (cristiana) millenaria fu spazzato via dalla propria terra con una furia tale da lasciare intere generazioni senza parole. Molte fedi sotto lo stesso cielo non vuole dimenticare ciò che accadde cent’anni fa e dedica una sezione della rassegna proprio al ricordo del genocidio dimenticato.
Ospite d’onore della sezione è la scrittrice italiana d’origine armene Antonia Arslan, che incontrerà il pubblico al cineteatro di Mozzo (via San Giovanni Battista 6), lunedì 12 ottobre, ore 20.45. Titolo dell’appuntamento «Nelle piaghe del massacro, storie e volti di armeni».
Antonia Arslan è una scrittrice e saggista italiana di origine armena. Ha riscoperto le proprie origini traducendo le opere del grande poeta Daniel Varujan. Ha curato «Metz Yeghèrn. Il genocidio degli Armeni» di Mutafian Claude, testo divulgativo sul genocidio armeno, e «Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni», una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiatisi in Italia. Nel 2004 ha pubblicato il suo testo più famoso «La masseria delle allodole» attingendo alle memorie familiari per raccontare la tragedia del popolo armeno. Dal libro è stato tratto l’omonimo film dei fratelli Taviani. Attraverso i suoi libri, Arslan cerca di offrire, frammenti di senso che ci interroghino sul valore delle nostre radici, sulla custodia della memoria, sul nostro stare e agire nel mondo. Ingresso gratuito previa prenotazione del biglietto. Su www.moltefedi.it come prenotarsi.

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