Nuova vita per la vecchia casa di riposo di Verdello: tanti spazi a servizio della comunità

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Trasformare e non abbandonare, aprire e non chiudere: sono queste le parole chiave che hanno guidato il recupero della casa di riposo Fondazione Brolis-Giavazzi di Verdello, un’ampia struttura nel cuore del paese recentemente dismessa ma non andata persa.

Proprio il 3 e il 4 ottobre una grande festa ha inaugurato il nuovo utilizzo della struttura che presto prenderà il nome di Casa Brolis-Giavazzi.

«Abbiamo pensato di trasformarla in una casa capace di particolare attenzione verso il sociale – ha introdotto il parroco di Verdello don Mario Carminati -, dando spazio a diverse onlus e associazioni che, con le caratteristiche del volontariato e della gratuità, si offrono al prossimo».  Alcune di queste sono già operative e puntano il loro sguardo su diverse problematiche e situazioni che coinvolgono gli abitanti di Verdello e non solo.

Nella vecchia casa destinata all’assistenza degli anziani, ha trovato spazio infatti la Casa Accoglienza del gruppo “Home per il  trapiantato”. Con 20 posti letto, distribuita su due piani, la casa accoglie tutti coloro che sono in attesa di un trapianto di fegato, oltre che ai loro famigliari. «Avendo potenziato l’ospedale Papa Giovanni con una nuova offerta di trapianti, raggiungono Bergamo più persone in lista d’attesa per un trapianto–ha spiegato don Mario-. Molti provengono anche dal sud d’Italia, dall’Albania e dalla Serbia e giunti qui hanno bisogno di posti letto disponibili e di un ambiente adatto.»

Oltre alla Casa Accoglienza, sono stati recuperati anche 5 appartamenti affidati all’associazione Padri Separati. «La Casa dei Papà Separati offre un tetto a cinque padri che vivono una situazione di disagio e di emergenza a causa di una separazione violenta, oppure improvvisa. Attraverso un mutuo aiuto trovano un riparo in una struttura che permette loro di ricominciare a vivere.»

Parte predominante del nuovo spazio polivalente sarà il Centro di Primo Ascolto della San Vincenzo, che come è stata definita dal parroco, sta diventando la vera anima di tutta la Casa Brolis –Giavazzi, grazie all’attenzione costante verso i poveri e i bisognosi. In seguito verrà anche firmata una convenzione con il comune, bisognoso di due appartamenti per l’housing sociale, e si troverà spazio anche per il polo sanitario.

«Il disegno che muove la scelta di affidare lo spazio della ex casa di riposo è ben chiaro –descrive sempre don Mario-: è un’attenzione verso il sociale all’insegna della carità, specialmente quest’anno che, come ha introdotto il vescovo Francesco con la sua lettera pastorale, essa ricopre un posto centrale nel cammino di tutte le comunità diocesane».

Come ha poi rimarcato il parroco, è importante per Verdello che la nuova struttura proceda sulla scia della carità perché caratteristica  anche della precedente casa di riposo e non solo. «Verdello ha la fortuna di ospitare già altri luoghi segno di carità, come la casa Beato Luigi Guanella, casa Chiara, la fondazione Bosis e tante altre –ha ricordato don Mario-. C’è una buona gamma di offerte che, come la casa Brolis-Giavazzi, si muovono verso una sensibilizzazione di tutta la comunità alla fraternità e alla solidarietà, favorendo la collaborazione: siamo uomini e donne di carità».

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