Nembro: la catechesi diventa social con “Le mani di San Filippo Neri”

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Catechesi un po’ “social” all’oratorio di Nembro. Idea di don Matteo Cella, vicario parrocchiale e responsabile dell’oratorio di Nembro, e dell’équipe di lavoro che ha pensato di iniziare il nuovo anno di catechesi con un laboratorio. Si tratta del progetto “Le mani di San Filippo Neri” che ha avviato l’anno catechistico, ha coinvolto 500 ragazzi fino alla seconda media ed è terminato con la registrazione di un video visibile su youtube.

“Di solito facciamo questo tipo di attività all’inizio dell’anno di catechesi, ma anche in periodi particolari come i tempi forti dell’anno – spiega don Matteo – e abbiamo visto che i ragazzi si sentono coinvolti e questo poi gioca a favore di tutta l’attività”.
Il laboratorio, poi, “è utile nella creazione del gruppo e ai più piccoli permette anche di conoscere i catechisti”. Più in generale: “Quando si propone qualcosa di creativo e di coinvolgimento ai ragazzi, questo piace e funziona: magari qualcuno all’inizio può essere un po’ più restio, ma alla fine tutti si lasciano trasportare da questa attività che è vivace e gioiosa”.
Il tema di quest’anno è la carità: “Ci siamo riferiti al tema dell’anno pastorale “uomini e donne capaci di carità” e abbiamo approfondito il tema anche attraverso la figura di San Filippo Neri, di cui ricorrono i 500 anni dalla nascita e a cui è intitolato l’oratorio di Nembro, leggendo la sua vita e vedendo il film “State buoni se potete” e abbiamo riflettuto sulla parabola del Buon Samaritano”. Il laboratorio ha intrecciato musica, gesti, canto e preghiera: “E’ durato 1 mese, 4 incontri interi: è stato lanciato il tema e poi i ragazzi, divisi in gruppi a seconda dell’età, hanno svolto varie attività tra cui imparare una canzone, realizzare mani giganti e apprendere delle coreografie. Per quanto riguarda la coreografia, si è creato anche un circuito di testimonianza perché i primi ad impararla sono stati i ragazzi della seconda media che hanno poi insegnato ai più piccoli. Alla fine del percorso, tutti si sono ritrovati a teatro per la registrazione video del lavoro finale”. Un video che è stato condiviso: “Sui social e si trova sul canale youtube dell’oratorio – continua don Matteo – è stato inoltrato anche tramite la newsletter: modi per condividere con tutti l’esperienza, per coinvolgere anche gli adulti”. Inoltre, c’è stato un momento di restituzione: “Il video è stato proiettato in una serata apposita di riflessione, preghiera e di rilettura dell’esperienza che si è svolta con i genitori dei ragazzi della seconda media che quest’anno riceveranno il sacramento della cresima: la loro reazione è stata di stupore”.

A consultare il sito dell’oratorio di Nembro sono ben visibili i rimandi ai social network: “Aiutano a tenere i collegamenti e accorciano le distanze, però è faticoso perché la comunicazione che passa attraverso questi strumenti è martellante e i ragazzi sono bombardati da tante informazioni”.
I social non sono da evitare: “Certo, non sostituiscono l’incontro, ma è la strada da percorrere perché la comunicazione passa attraverso vari e tanti strumenti. Dobbiamo esserci in questi luoghi sociali, ma dobbiamo qualificarli: è in questo modo che possiamo fare la differenza, attraverso un diverso utilizzo dei social, più qualitativo”.

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