Enzo Bianchi a Seriate racconta «La passione secondo Giovanni» per Molte Fedi

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«La passione secondo il vangelo di Giovanni». Questa sera nella chiesa di Paderno per Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo c’è una meditazione con Enzo Bianchi, priore della Comunità Monastica di Bose, nell’ambito del ciclo di incontri «Lignum vitae», quattro incontri sul tema della croce, che hanno già visto la presenza di Ramin Bahrami, pianista iraniano, del gesuita Andrea Dall’Asta, di Guido Bertagna. La croce per noi cristiani narra, testimonia un amore vissuto fino all’estremo, fino al dono di sé, fino allo spendere totalmente la vita per gli altri. Questo il tema centrale dell’incontro di stasera: «Gesù per questo è il crocifisso, e ciò che dobbiamo sempre credere e confessare guardando a lui è il suo amore che ha vinto la morte, dunque la sua resurrezione. Non dobbiamo mai separare la croce dalla resurrezione perché proprio sulla croce la vita ha vinto la morte, l’amore ha vinto la morte, la riconciliazione ha vinto ogni separazione, la comunione ha vinto ogni situazione infernale. Il Vangelo di Giovanni racconta l’amore, l’amore che vince la morte, l’amore che genera resurrezione e vita eterna».
L’8 dicembre 2015 la Comunità di Bose compie 50 anni. A fondarla fu proprio Enzo Bianchi che ha dato inizio alla sua esperienza di vita comunitaria a Bose, una frazione abbandonata del Comune di Magnano sulla Serra di Ivrea. Raggiunto nel 1968 dai primi fratelli e sorelle, ha scritto la regola della comunità. È a tutt’oggi priore della comunità che conta un’ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità. Due anni fa ha incontrato tutti i partecipanti ai Circoli di R-esistenza nella Chiesa di Ponte San Pietro dialogando con più di mille persone che si sono ritrovate a leggere e condividere riflessioni intorno al suo testo “L’altro siamo noi” (Einaudi, 2010).

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