In Necessità Virtù: la fragilità diventa bellezza. Teatro, musica, mostre, incontri lungo il filo del disincanto

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Nella fragilità affiora un insospettato vento di bellezza: è ogni volta una scoperta la rassegna «In Necessità Virtù», che a partire da uno «slittamento di preposizione» come spiega il direttore artistico del festival Beppe Goisis, crea un senso di piacevole spiazzamento, parlando di questioni sociali importanti e usa i linguaggi dell’arte, del teatro, la musica, la letteratura, il cinema, la fotografia, la filosofia e la narrazione.
«Mi fa piacere – ha detto presentando la rassegna Maria Grazia Panigada, direttore artistico del Teatro Donizetti – che la stagione del Teatro Sociale si apra con questo festival, realizzato da una rete di soggetti. Abbiamo bisogno di stare vicini e in questo contesto la rassegna assume un importante valore anche simbolico. Il teatro interagisce qui con la dimensione profonda dell’umano, nella rassegna ci sono schegge di bellezza, artisti che costruiscono bellezza e la coniugano con l’urgenza e la necessità di un bene, e diventa luogo d’incontro tra le generazioni, in un intreccio tra provenienze ed età diverse».

«Abbiamo bisogno – ha sottolineato Goisis – di rapporti personali e umani. L’identità del festival sta nello spostamento di preposizione, “In Necessità Virtù” sottintende che ci sia uno stato straordinario di necessità a cui si può rispondere. È anche un invito a stare in una condizione che è quella della finitudine, della necessità, del limite». Ogni anno la rassegna ha un sottotitolo, quello di questa edizione è il disincanto: «Nel programma – sottolinea Goisis – ci sono spettacoli di teatro anche di autori importanti come Marco Baliani e Claudia Contin, ci sono compagnie di tutta Italia, spettacoli premiati come “La bicicletta rossa” (29 novembre al Qoelet, ore 21) o Hansel e Gretel (All’auditorium di Piazza Libertà il 5 dicembre, ore 16,30) due mostre di Cesvi e Medici senza frontiere. La rassegna ha anche una dimensione pedagogica, educativa e artigianale, che si esprime per esempio nell’atelier artigianale di Calco del Volto a cura di Claudia Contin».  La rassegna “In Necessità Virtù”, organizzata da Compagnia Brincadera, Sguazzi, Csv, Alchimia con il contributo della Fondazione della Comunità Bergamasca è glocal, tiene insieme dimensione locale e internazionale. I luoghi sono diversi, dal Teatro Sociale all’Auditorium di piazza della Libertà in città al teatro civico di Dalmine al Teatro di Villa d’Almé, fino allo Spazio Circo di Telgate dove ci sarà una “Jam Session” per il gran finale.

Tra i molti fili di questa rassegna il mito di Odisseo, la necessità di trovare chiavi per leggere la realtà dell’uomo contemporaneo, in un clima culturale complesso, in cui «Ci si sveglia ogni mattina – sottolinea Goisis – sapendo che il sogno è finito, con la consapevolezza del male e del dolore, ma senza smettere di inseguire la bellezza, che è la migliore forma di incanto. La risposta allo strazio che stiamo vivendo in questi giorni non può essere soltanto politica, la cultura è uno strumento prezioso. Il disincanto è ciò che ci permette di sperare seriamente.  Il disincanto ci mette nella condizione di sperare seriamente». Il festival è un’iniziativa “collettiva” che chiede per poter sopravvivere anche il sostegno degli spettatori, di chi ci crede. È attiva una raccolta fondi su buonacausa.org/cause/inv2015. E si possono fare donazioni individuali: info@sguazzi.com. Si può anche sottoscrivere una card per ottenere l’ingresso a tutti gli spettacoli e t-shirt. Data d’inizio: il 22 novembre a Seriate, al Teatro Gavazzeni, alle 21. Appuntamento con «The Waves Wash over The Incoming Train», concerto dei Bianconero. Per il programma completo clicca qui.

Il festival è la parte che emerge di un lavoro che dura tutto l’anno e si intreccia con l’opera quotidiana delle associazioni, con una ricaduta importante per il territorio: «Un aspetto interessante – sottolinea Antonio Porretta, direttore del Csv di Bergamo – sta nell’incontro tra mondi diversi che rendono possibili esiti particolari. Nelle performance artistiche si traducono temi importanti, che così arrivano con un linguaggio diverso dal solito a un pubblico di giovani, scuole, associazioni».

Nella foto di apertura del post una scena dello spettacolo «Arlecchino e il suo doppio» con la regia di Ferruccio Merisi, con Claudia Contin nei panni di Arlecchino, in scena il 28 novembre al Teatro Sociale, ore 21.

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