No alla violenza sulle donne. Tante voci, un solo slogan: «Non esiste chi picchia per amore»

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Tante voci e tanti modi diversi per dare senso a un unico slogan: Non esiste chi picchia per amore. Le iniziative che ruotano attorno alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del prossimo 25 novembre – presentate martedì 17 nella Sala Cavalli del Comune di Bergamo – rispecchiano le caratteristiche di ognuno degli enti che le organizza. L’ospedale Papa Giovanni XXIII, per esempio, è dotato di un protocollo specifico per i casi di violenza e proprio qui, dal 24 al 26, i medici, gli infermieri e tutto il resto dello staff (che comprende anche, a seconda delle necessità, ginecologi e psicologi) saranno disponibili a dare informazioni, adesivi con la frase già citata e braccialetti rossi simbolici. Negli stessi giorni sarà esposta tra le torri 2 e 3 – uno dei punti più “di passaggio” – una valigia che conterrà l’icona universale della giornata: un paio di scarpe rosse. «La valigia» ha spiegato Antonella Mangili, operatrice del pronto soccorso «ci è stata donata dalla vedova di un reduce della Seconda Guerra Mondiale che se l’era costruita da solo e con fatica. Vorremmo diventasse il segnale che si può iniziare un percorso per uscire da situazioni difficili». Ma il problema della violenza non si deve affrontare solo dal punto di vista sanitario. «É fondamentale» ha ripetuto Oliana Maccarini, presidente dell’associazione Aiuto Donna «riscrivere la grammatica dei rapporti sociali, educare i maschi al rispetto del valore delle donne e le ragazze alla consapevolezza di se stesse». Temi che meritano un’analisi anche all’Università, grazie al lavoro di ricerca di Cristiana Ottaviano, che è confluito nel volume “Oltre i destini” e che continua nel corso di perfezionamento “Violenza di genere e bullismo” che sarà presentato in un convegno il 27 novembre (Teatro di via Tassis). Durante la giornata ci sarà spazio anche per lo spettacolo “Comportamento sui generis” messo in scena già l’anno scorso da Luna e L’altra teatro. La stessa compagnia quest’anno replica con «Questa casa non è un’azienda» (Teatro alle Grazie, 24 novembre, ore 17.30) che mette in luce la condizione femminile e l’importanza del lavoro casalingo, spesso sottovalutato. Per entrambi i testi è stato fondamentale il contributo di Alilò-Futuro anteriore, associazione che vuole unire temi di ricerca e metodi originali come, appunto, il teatro.
Le iniziative continuano anche in provincia: sabato 21 una comminata toccherà Bagnatica, Costa di Mezzate e Montello, mentre il 25 novembre una fiaccolata illuminerà Terno d’Isola.
Perché, come ha sottolineato anche l’assessore alle poliche sociali del Comune di Bergamo, Maria Carla Marchesi, il problema non riguarda solo le donne e l’unico antidoto possibile, contro la violenza, è l’educazione.

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