Giubileo: si apre la Porta Santa. Monsignor Fisichella: l’inizio di un anno straordinario

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«È stato reso pubblico un calendario con tutti i grandi eventi dell’Anno Santo Straordinario che inizia oggi e finirà il 20 novembre 2016, che sarà dedicato alla Misericordia Divina attraverso pellegrinaggi, preghiere, visite e meditazioni sui più importanti luoghi della cristianità romana, a partire dalla tomba di San Pietro in Vaticano con la presenza del Santo Padre, consultabile sul sito ufficiale www.im.va. Ognuno di questi eventi a suo modo è importante, perché il Papa vuole sottolineare un aspetto rilevante della misericordia del Padre, sulla quale siamo chiamati a rivolgerci in questo anno: la vicinanza di Dio a ognuno di noi nonostante il nostro peccato. Penso ad esempio al Giubileo dei carcerati, degli operatori e volontari della misericordia, piuttosto che al Giubileo degli ammalati e delle persone disabili. Non vorrei dimenticare comunque il Giubileo dei ragazzi e ragazze e la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia, che per le persone alle quali sono indirizzate esprimono il desiderio di costruire una nuova cultura dove la Misericordia è il fondamento». L’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione, elenca i maggiori eventi socio-pastorali che comprenderanno il Giubileo Straordinario voluto da Papa Francesco. «In questi mesi, attraverso i mezzi di comunicazione, sono state annunciate molte cifre ed è anche naturale in prossimità di un grande evento. Vorrei, però, riportare l’attenzione sul centro di questo Giubileo, che non sono tanto i numeri, ma piuttosto l’attenzione che tutti siamo chiamati a rivolgere alla misericordia come esperienza spirituale, che diventa più concreta negli atti quotidiani», precisa Monsignor Fisichella, nato a Codogno, in provincia di Lodi nel 1951, teologo, ex Rettore della Pontificia Università Lateranense, al quale il Papa ha affidato il compito di organizzare il Giubileo 2015.
Il rito iniziale del Giubileo è l’apertura della Porta Santa, che viene aperta solo durante l’Anno Santo, mentre negli altri anni rimane murata. Quante sono le Porte Sante che il Santo Padre aprirà a Roma ricordando così il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un percorso straordinario verso la salvezza?
«Il Santo Padre aprirà la Porta Santa in San Pietro, come segno dell’inizio del Giubileo per tutta la Chiesa, l’8 dicembre. La domenica seguente, poi, aprirà la Porta Santa a San Giovanni in Laterano, cattedrale della Diocesi di Roma. In quella domenica, infatti, in ogni Diocesi il Vescovo aprirà la Porta Santa della Misericordia per la sua Chiesa. Questo è un segno peculiare di questo Anno Santo e testimonia il desiderio del Santo Padre che questo Anno Santo sia vissuto a Roma, ma soprattutto nella vita ordinaria di ogni Diocesi».
È vero che a San Pietro, su espresso desiderio del Pontefice, è previsto anche “un Giubileo dei carcerati”?
«È vero ed è una delle caratteristiche di questo Anno Santo della Misericordia. In precedenza, infatti, si era celebrato il Giubileo nelle carceri, coinvolgendo i carcerati all’interno delle strutture in cui erano detenuti. Il 6 novembre 2016, invece, in occasione del Giubileo dei Carcerati, speriamo che per la prima volta, i carcerati potranno farsi pellegrini in S. Pietro insieme con il Santo Padre. Del resto il Giubileo della Misericordia mostra un’attenzione particolare ai carcerati. Papa Francesco, infatti, nella lettera in cui spiega le condizioni per vivere l’indulgenza, fa una menzione particolare proprio a loro. Il Papa, infatti, li invita a vivere questo Anno in maniera speciale, trasformando la porta della loro cella in una vera e propria Porta Santa della Misericordia. Stiamo lavorando con le Autorità italiane competenti per la realizzazione di questo appuntamento».
Il logo del Giubileo della Misericordia realizzato dal gesuita Marko Ivan Rupnik (il Buon pastore che si carica sulle spalle l’uomo smarrito) accompagnato dalla scritta “Misericordiosi come il Padre”, riassume il significato profondo di quest’Anno Santo Straordinario?
«L’immagine che è stata scelta come logo dell’Anno della Misericordia è molto cara alla Chiesa antica, perché esprime l’amore di Cristo che porta a compimento l’incarnazione con la redenzione. Egli assume su di sé tutta la natura umana e quindi nella sua risurrezione coinvolge e porta l’umanità intera. L’immagine propone il Figlio che va a cercare l’uomo smarrito e lo trova. Il Padre desidera che suo Figlio tocchi la carne dell’uomo con l’amore che può far cambiare la vita. È Cristo Buon Pastore che si carica sulle spalle la pecorella smarrita con tutto l’amore misericordioso. Vi è un particolare che non deve essere trascurato. Il volto di Gesù e quello di Adamo sono totalmente uniti da avere tre occhi. Si vuole esprimere che Cristo vede con l’occhio di Adamo e Adamo che per la misericordia di Gesù vede con gli occhi del Figlio. Adamo scopre in Gesù, nuovo Adamo, la sua vera umanità rinnovata e la sua vocazione. D’altronde questo è anche l’insegnamento del Concilio Vaticano II che sarà sempre sullo sfondo del Giubileo per ricordarne il cinquantesimo della chiusura».
Quali sono le iniziative digitali legate al Giubileo?
«La tecnologia mette a disposizione numerosi mezzi che possono consentire a tutti di partecipare a questo Anno Santo. Sul sito ufficiale del Giubileo (www.im.va), tradotto in sette lingue, è possibile trovare tutte le informazioni desiderate e seguire in diretta streaming i grandi eventi con la presenza del Santo Padre. Dal sito stesso, poi, sarà possibile trovare i collegamenti per seguire l’Anno Santo con gli altri social network (facebook, twitter, instagram)».
Chi sono “i missionari della misericordia”?
«I Missionari della Misericordia saranno circa 1.000 sacerdoti provenienti da tutte le parti del mondo. Il Santo Padre, il mercoledì delle ceneri, darà loro il mandato per essere in ogni Paese segno tangibile della misericordia di Dio. I loro nomi saranno a disposizione dei vescovi diocesani che li potranno chiamare nelle proprie diocesi per confessare e predicare. Il Santo Padre conferirà ai Missionari la facoltà di assolvere anche i peccati riservati alla Sede Apostolica».
Il 18 dicembre Papa Francesco aprirà a Roma la “Porta Santa della carità” all’Ostello della Caritas diocesana di via Marsala, fondato nel complesso della Stazione Termini da don Luigi Di Liegro, storico direttore della Caritas di Roma scomparso nel 1997. Una “Porta Santa” dal forte valore simbolico?
«Con questo gesto, Papa Francesco ci vuole ricordare che la misericordia di Dio non è e non può restare solamente un bel discorso, ma è necessariamente un volto da contemplare e una persona da incontrare. Pertanto, insieme ai gesti del Giubileo (come l’attraversamento della Porta Santa) è importante accompagnare questo Anno Santo anche con segni concreti di misericordia verso chi è nel bisogno».
Andando oltre le cifre, quanto è importante far comprendere la vera natura dell’Anno Santo che va vissuto come pellegrinaggio, riscoprendo la carità, la fede e la possibilità individuale di ritrovare la luce?
«Per sottolineare il vero senso del Giubileo faccio mie le parole che Papa Francesco, a conclusione di Misericordiae vultus, rivolge alla Chiesa tutta: “In questo Anno Giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare. La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre (Sal 25,6)”».

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