Helena, dalla Polonia a Bergamo con il Servizio di volontariato europeo

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Quest’anno il Servizio di Volontariato Europeo, iniziativa finanziata dalla Commissione Europea all’interno del progetto di mobilità Erasmus+, è giunto a Bergamo con Helena, una ragazza polacca che vivrà e lavorerà per un anno a “l’Aquilone”, comunità di minori in situazioni di disagio. È la prima volta che la nostra città accoglie una volontaria europea, grazie alla cooperativa sociale Aeper, l’unica accreditata per questo tipo di proposta a Bergamo. Lo SVE è un servizio ancora poco utilizzato dai bergamaschi ma permette ai giovani tra i 17 e i 30 anni di aumentare la propria occupabilità con un’esperienza di volontariato internazionale in un’organizzazione o un ente pubblico in un paese europeo o partner, per la durata da due settimane fino a 12 mesi.

Helena ha preso la palla al balzo ed è da quando aveva proprio 17 anni che viaggia per l’Europa finanziata dalla Commissione Europea (vitto, alloggio, volo) e grazie a un paio di gruppi in Polonia: “Sławek & Friends informal group” in cui lavora ma non aveva le credenziali per partecipare (http://y4u.pl/index.php?lang=en) e l’associazione “The Salesian Organisation of Youth Education” (http://www.dominiczek.salezjanie.pl/), la quale si è resa disponibile a inviarla all’estero. Dal 2008 sono 18 i viaggi che ha fatto, riuscendo anche a dare gli esami all’università e acquisendo sempre più contatti fino a diventare coordinatrice di progetti internazionali: Italia, Francia, Spagna tra le mete più visitate ma anche Turchia, Grecia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Finlandia, Lettonia Scozia. Quest’anno, appena laureata alla triennale di Filologia, in cui ha studiato arabo e francese, Helena ha deciso di approfondire il metodo di educazione informale a Bergamo. Poetessa, filologa, insegnante di lingue, in futuro vorrebbe lavorare come traduttrice di poesie o prosa in qualche casa editrice.

Arrivata il 2 di novembre, ha già trascorso una settimana insieme a una trentina di ragazzi impegnati in tutt’Italia in altri contesti SVE a Orvieto e Viterbo, dove sono stati accolti e si sono confrontati per orientarsi e comprendere cosa avrebbero vissuto, anche psicologicamente, durante questo percorso di formazione. Non è la prima volta che Helena viene a Bergamo: due anni fa ha trascorso due settimane estive al Patronato San Vincenzo con altri ragazzi europei per uno “Youth Exchange” sulla disoccupazione giovanile con la compagnia teatrale “Radici e fronde” di Scanzorosciate, progetto finanziato dall’Unione Europea con la collaborazione di Aeper, che quest’anno ha creato il progetto “care-sharing” ad hoc per lei.
Il primo mese è stato molto intenso: lezioni di italiano, “evaluations” sui suoi progressi e su cosa impara ogni giorno insegnando ai ragazzi della comunità francese e inglese e vivendo con loro, lezioni in Skype per seguire anche i due ragazzi a cui insegnava in Polonia. Aeper le ha proposto di creare un blog ed la webserie “share-sharing” in cui raccontare le varie tappe della sua avventura, che tiene aggiornati con aneddoti (bisogna prenotare le fermate sul bus, se no non si fermerà!), video e poesie. D’ispirazione è la premio Nobel polacca per la letteratura Wislawa Szymborska, di cui riporta una poesia sulla perdita di una persona cara (il giorno della partenza le è morto il nonno). Anche Helena ha già pubblicato un libro di poesie, di cui ha portato qualche copia con le traduzioni in inglese. Se volete continuare a seguirla ecco il blog con il primo episodio della webserie: https://sharesharing.wordpress.com

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  1. Pingback: Becoming an Italian journalist | sharesharing

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