Maria, l’Immacolata. È difficile immaginare una donna così nella realtà di tutti i giorni

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Immagine: disegno di Jean-François Kieffer, “da Fra Angelico”

Si sta avvicinando la festa dell’Immacolata. Provo a pensare a una donna, una di noi a come parlava, lavorava, intesseva relazioni, lei, donna “senza peccato”. E devo dirti che faccio fatica a immaginarla. Troppo bella un’immagine così per essere vera. Tu cosa ne pensi? Letizia

LA DONNA “PERFETTA” DELLA PUBBLICITÀ

La tua fatica è legittima, cara Letizia, perché abbiamo  in Maria un’ icona di donna apparentemente lontana e irreale. Siamo  abituate a immagini femminili di bellezza estetica, superficiale e a volte priva di un’anima: la pubblicità, la rete, ci propinano donne sensuali e seduttive, fisicamente perfette, ma prive di  una interiorità, di un cuore pensante, di mani che si spendono e si donano senza riserve. Certamente non possiamo riproporre modelli femminili lontani nel tempo, ma possiamo interrogarci sull’identità della donna, e se in questo nostro tempo di continue trasformazioni, non sia necessario rivisitare il “modello femminile” per riappropriarlo di canoni di bellezza perduta. Ciò che siamo interiormente, la parte più intima di noi,  ciò in cui crediamo, emerge esteriormente dai tratti del nostro volto, dagli sguardi, dalla nostra gestualità, dalla nostra modalità di entrare in relazione con chi ci sta innanzi.

MARIA, DONNA E MADRE

Maria è, per ogni credente e in particolare per noi donne,  modello di ciò che possiamo essere e ciò che siamo chiamate a diventare. In lei contempliamo l’agire di Dio sin dai primordi della nostra storia: dopo il peccato Dio non ha voluto lasciare l’umanità in balìa del male e per questo ha voluto Maria santa e immacolata nell’amore. Essa ha incarnato la beatitudine dei puri di cuore, in una unificazione interiore e in una concentrazione in Dio che irradiava  il suo agire di donna e di madre. Un agire fatto di semplicità e nascondimento nello scorrere feriale dei giorni. I vangeli raccontano i tratti di una donna che attraversa la vita lievemente, senza far rumore, lasciando le impronte in un radicamento alla terra, al suo popolo, a quei volti e a quelle vicende che si presentavano sulla strada, senza rifuggire la realtà. Ce la presentano vicina, più di quanto pensiamo, ma occorre sostare un po’, per scorgere quei tratti che possono arricchire la nostra esistenza.

DONNA IN CAMMINO 

Maria è donna della strada, lei che ha partorito la Via, Gesù Figlio dell’Altissimo. Donna di fama dubbia per aver partorito un figlio, non da un uomo, ma  fecondata dallo Spirito di vita, ripudiata dagli occhi spenti dei religiosi del tempo incapaci di vedere l’agire di Dio. Lei, la prediletta e l’amata di Dio, capace di farsi pura accoglienza, totale disponibilità in un  “eccomi” ripetuto in ogni suo giorno. Il suo nome è incastonato in quelli che ritmano la storia di Israele, nasce tra generazioni di peccatori, in una storia di tradimenti, omicidi e adulteri, per donare al mondo il Riconciliatore, il Misericordioso. Il Sì dell’annunciazione la spalanca alla vita di Dio e le fa subito attraversare deserti e montagne per visitare la cugina e rimanere a servire  la vita. Alla festa di nozze ha il cuore attento a custodire la festa per mantenere cara la gioia di tutti. Lei che ha concepito il figlio, impara ad accoglierlo giorno dopo giorno, come mistero, mai posseduto, sempre da conoscere e da scoprire. La sua strada passa per la Pasqua, perché l’amore se non è fino alla fine, non è amore. L’amore non sopporta scadenze, calcoli, convenienze, giochi  di potere. Il cuore si trasforma nel dolore, diventa adulto,  cadono le illusioni, smascherati gli egoismi. Maria rimane sotto la croce  perché senza questo grande segno l’amore è solo promesso e non realizzato.

MADRE DI UNA MOLTITUDINE DI FIGLI

Dopo aver partorito l’unigenito Figlio di Dio, diventa la madre di una moltitudine di figli. La sua maternità abbraccia tutti i discepoli che hanno abbandonato il Figlio, raccogliendoli nel luogo della comunione, nella comunità dei peccatori perdonati che è la Chiesa di ieri e di oggi. Ella continua la sua missione materna indicandoci nella sequela del Figlio, la via della vita piena, ponendosi accanto a noi come donna e prima discepola. Continua ad essere colei  che indica la strada e cammina con noi. A lei ci affidiamo e  rivolgiamo la nostra preghiera con le parole di un profeta del nostro tempo: “ Santa Maria, donna della strada donaci il gusto della vita. Facci assaporare l’ebbrezza delle cose. Offri risposte materne alle domande di significato circa il nostro interminabile andare. Fa che i nostri sentieri siano, come lo furono i tuoi, strumento di comunicazione con la gente, e non nastri isolanti entro cui assicuriamo la nostra aristocratica solitudine. Prendici per mano e facci scorgere la presenza sacramentale di Dio sotto il filo dei giorni, negli accadimenti del tempo, nel volgere delle stagioni umane, nei tramonti delle onnipotenze terrene, nelle attese di solidarietà che si colgono  nell’aria. Verso questi santuari dirigi i nostri passi per scorgere nei passi dell’effimero le orme dell’eterno. Restituisci sapori di ricerca interiore alla nostra inquietudine di turisti senza meta. Dalle nebbie di  “questa valle di lacrime”, in cui si consumano le nostre afflizioni, facci volgere  gli occhi verso i monti da dove verrà l’aiuto. E allora sulle nostre strade fiorirà l’esultanza del Magnificat. Amen!”

 

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