Spray e colori a ruota libera: i graffiti urbani danno spazio alle emozioni. La storia di Wiz Art

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Se nell’immaginario collettivo la spray art (i più noti graffiti) assume su di sé ancora una valenza negativa, nonostante i piccoli grandi riconoscimenti che pian piano ottiene l’arte pubblica in genere, spesso si dimentica il fatto che essa è un fenomeno culturale, con peculiari aspetti che possono essere estremamente efficaci in un lavoro educativo.
Sintetizzandola in poche parole la spray art è una vera e propria forma d’arte urbana che unisce al valore creativo dato dagli specifici strumenti utilizzati, ossia le bombolette spray usate a mano libera per creare forme e giochi di colore, un potere espressivo dato dai luoghi stessi dove quest’arte si esprime ossia i muri e gli ambienti collettivi della città. Inoltre è una forma d’arte universale in quanto coinvolge migliaia di giovani in tutto il mondo, senza distinzioni di classe o etnia, manifestandosi in diverse forme attraverso l’unico mezzo della bomboletta.
La spray art possiede proprio per questo un potenziale comunicativo elevato, mezzo essenziale in una relazione educativa volta alla crescita dell’individuo, così come la creatività e la possibilità di espressione. Tutto questo è ciò che sta alla base del lavoro di WIZ ART, artista bergamasco che dal 2007 ha iniziato a lavorare con gli oratori ed in particolare con i ragazzi incontrati all’interno delle variegate esperienze dei cre. All’inizio solo un paio le richieste ma il lavoro è maturato sino ad arrivare, quest’anno, ad interventi realizzati con i ragazzi di 10 cre oltre alle commissioni per altri momenti della vita oratoriana, come la realizzazione live di una parete durante la festa dell’oratorio di Nembro oppure la realizzazione del muro di cinta della casa parrocchiale di Ghisalba con un paesaggio che corre dalla Presolana alla bassa.
Capita spesso che i ragazzi siano più propensi ad esprimere i propri contenuti affettivi o sentimentali attraverso canali di comunicazione diversi da quello verbale, scrivendo, suonando ed anche scaricandosi con comportamenti aggressivi. La spray art può essere un ulteriore strumento comunicativo che unisce in sé contenuto e relazione. Non stupisce certo che la tecnica, non convenzionale e non formale, interessi e catturi da vicino i ragazzi ma la ricchezza di un simile percorso, come ben sottolinea Wiz art, sta nel fornire ai ragazzi non solo indicazioni su come governare la bomboletta ma anche alcune regole ben precise, fatte proprie dall’artista stesso nel corso della sua esperienza. L’istruzione alla conoscenza del mondo dei graffiti, l’educazione al rispetto degli altri e del luogo e alla legalità sono punti fondamentali per conoscere il lato corretto della tecnica, per evitare di fare alcuni errori. Accanto a questo l’importanza del lavoro collettivo, guidato all’inizio, poi sempre più autonomo, che porta alla soddisfazione di aver posto la propria parte ad un lavoro complesso frutto di molte mani. Attraverso la valorizzazione di bisogni e desideri dei ragazzi è possibile trasmettere loro e trasmettere ad altri contenuti e valori fondamentali. La spray art diventa quindi uno strumento di crescita proprio nel concepirlo come esperienza in grado di formare gli aspetti creativi, espressivi, relazionali e regolativi (affrontando anche un tema di notevole importanza nella vita di un adolescente: la trasgressione).
WIZ ART
William Gervasoni, classe 1982, Scanzo. In arte WIZ ART.
William ha iniziato per gioco a tenere tra le mani una bomboletta, seguendo i passi di due ragazzi più esperti dentro l’arte del graffito che, nel 1999, era certamente poco conosciuta, ben lontana dall’eco che conosce oggi.
Maturando la sua passione diventa Wiz art e trasformando così il gioco in un vero e proprio lavoro con il quale riesce da un paio d’anni a mantenersi. Esibizioni su supporti fissi o mobili, corsi per oratori, comuni, centri culturali, commissioni per privati, tele, body painting, sono i molti campi d’azione di questo particolare artista.
Un lavoro il suo che come ovvio è cresciuto e si è evoluto nel tempo. Un percorso rintracciabile totalmente nell’opera che gli sta più a cuore, l’annuale ridipintura del muro del proprio garage, una produzione estremamente intima e personale che mostra tutta la sua evoluzione e i cambiamenti, celati di volta in volta sotto lo strato di colore del nuovo lavoro.
Tra i messaggi raccontati attraverso le sue opere fondamentale è quello contro il razzismo che lo porta ad inserire nei suoi lavori elementi della multietnicità o personaggi che hanno combattuto contro di esso. Una tematica che ha sentito sempre più vicina a sé dopo un viaggio in Africa, di 6 mesi e mezzo, dove alcuni valori sono risultati immediatamente più chiari. Durante il viaggio, all’interno del Villaggio della Gioia, ha dipinto i muri della scuola con i suoi caratteristici “wiz boys”, omini nell’atto di pensare a qualcosa, in questo caso cristallizzato dalla frase “Water is life, a precious gift of God”.
Tra i suoi progetti principali quello di lasciare un segno lungo le mete dei suoi viaggi, soprattutto quando questi riguardano il volontariato, come quello in programma in Sud America, tra Cile, Argentina e Brasile. “Il graffittismo è infatti anche un modo per conoscere persone e viaggiare ed è capitato spesso di essere ospitato in diversi luoghi da altri writers e di fare lo stesso, in uno scambio che è condivisione delle proprie passioni”, ci racconta. Un incontro è accaduto anche nell’ultimo viaggio, 300 km del cammino di Santiago, dove ha realizzato un muro con un ragazzo del posto.
Per questo anche qui, senza andare lontano, tra le sue priorità fondamentali è proprio la collaborazione. Da una parte infatti la volontà è quella di creare una rete di ragazzi con cui collaborare, scovati negli oratori, dove ritorna anche per farli crescere e mantenere un legame. Dall’altra la volontà di partecipare a progetti che vedono coinvolti diversi artisti come “Tracce urbane” dove ha coordinato privati e 40 writers per un lavoro al rondò delle valli su una superficie di 750 metri quadrati: “la bellezza del graffito sta nella velocità con cui viene realizzato e nella difficoltà dell’uso della bomboletta, da governare come se fosse la propria mano. Accanto a ciò la vivacità dei colori e la collaborazione improvvisata con chi lavora insieme a te ad una murata”.
Sulla pagina facebook di Wiz art la raccolta di tutti i suoi lavori e il racconto di quelli in cantiere:
https://www.facebook.com/wizartgraffiti/?pnref=story

 

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