Due appuntamenti per ricordare padre Alessandro Dordi: stasera a Nembro, domenica a Gromo San Marino

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Due serate dedicate a padre Alessandro Dordi, missionario bergamasco assassinato da Sendero Luminoso e beatificato il 5 dicembre scorso a Chimbote, in Perù. La prima si terrà questa sera al teatro San Filippo Neri di Nembro con «L’amore più grande. Testimonianza della vita e del martirio di Padre Alessandro Dordi, un beato fra noi». Nel corso della serata (che si svolge nell’ambito delle iniziative promosse dall’Oratorio di Nembro in occasione della festa di don Bosco) sarà presentato il film-documentario realizzato dal Reporter Giorgio Fornoni, diretto testimone dei fatti. L’autore sarà presente e dialogherà con il pubblico.
Domenica 24 invece, presso la chiesa parrocchiale di Gromo San Marino (Gandellino), in occasione dell’ottantacinquesimo anniversario della nascita del Beato Sandro Dordi, sarà presentato il documentario sulla sua vita “Io resto”, con una testimonianza di monsignor Achille Belotti (Comunità del Paradiso). Un’occasione importante anche perché nel corso della serata si promuoveranno ipotesi per la costituzione di un comitato pronto a impegnarsi per valorizzare su tutto il territorio la figura del Beato Dordi.
Nominato cappellano degli emigrati italiani, dopo 13 anni in Svizzera Dordi partì per il Perù, invitato dal vescovo della diocesi di Chimbote, nella parrocchia del Señor Crucificado a Santa, nella regione di Áncash. Con l’aiuto della Caritas Spagna apre un centro per la promozione della donna, organizzando un’associazione per le madri, fornendo loro gli strumenti per piccoli lavori manuali di taglio e cucito, ma anche corsi di pronto soccorso, igiene e salute. Ma l’aiuto della Caritas e la sua forte presenza sul territorio non sono viste di buon occhio dai guerriglieri di Sendero Luminoso, che accusano i sacerdoti stranieri di essere i servi dell’imperialismo. Il sacerdote sa di vivere una situazione di pericolo. Eppure rimane accanto alla sua gente: “Io resto” lo ripeterà più volte.
Il 9 agosto nelle vicinanze di Santa vengono uccisi i sacerdoti polacchi Michele Tomaszek e Sbigneo Strzalkowski, che svolgevano la loro missione pastorale in 22 villaggi della diocesi di Chimbote, e dopo questa esecuzione compaiono scritte minacciose sui muri della località: “il prossimo sarai tu”. Don Dordi scrive ad un amico sacerdote: «In questi giorni siamo particolarmente angosciati e preoccupati. Sicuramente hai saputo come il 9 di agosto Sendero Luminoso ha ammazzato due sacerdoti della Diocesi di Chimbote. Sono due francescani polacchi che lavoravano in una vallata come la mia: avevano 32 e 34 anni. Puoi immaginare la situazione di ansia in cui viviamo; ci sono inoltre delle minacce chiare di prossime uccisioni. Sendero Luminoso, che con il terrore vuole arrivare al potere, ha preso di mira la Chiesa… La situazione del Perù è angosciosa. Ogni giorno ci chiediamo: a chi toccherà oggi?».
Domenica 25 agosto 1991 alle ore 17.15[9], mentre sta tornando dalla celebrazione eucaristica presso un villaggio accompagnato da due catechisti, che saranno poi i testimoni dell’accaduto, Gilberto Ávalos Tolentino e Orlando Orué Pantoja, trova bloccata la strada da due grosse pietre. Sceso dal mezzo viene fermato da due uomini incappucciati, uno con il fucile e l’altro con la pistola. Inutili le sue richieste di essere lasciato in vita; i due catechisti, allontanati, sentono gli spari, che uccidono il sacerdote. La sua morte viene subito attribuita, dalla polizia peruviana, al gruppo guerrigliero dei Sendero Luminoso. Queste due serata sono l’occasione per riscoprire e approfondire la sua storia.

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